lunedì 22 aprile 2019

MAINTENANCE

Molti credono che bisognerebbe scrivere solo di cose belle, allegre. Argomenti in cui le persone possano trovare sollievo e divertimento. Ma non funziona così, lo scrivere ha un carburante che varia di volta in volta. Uno di questi è anche, ma sopratutto, la tristezza. Occorre darle voce, non rintanarla, vergognandosene. Tutt’altro, bisogna darle nobiltà, elevarla allo stesso livello delle altre cose del tuo vivere. Se non fai parlare la tristezza, tutto si blocca e non riusciresti più a scrivere parola. La scrittura è come un rubinetto di cui occorre sempre fare la manutenzione. Tenerlo sempre pulito, liberarlo dalle incrostazioni, dagli intasamenti che si vanno a creare. Il compito dello scrivere della tristezza, è proprio questo. E’ l’aceto, l’anticalcare del mal di vivere. Fiduciosi che così facendo, l’acqua tornerà a scorrere limpida da quel rubinetto. Le parole torneranno ad essere leggere e poesia dalla penna. Per cui viva la tristezza, senza la quale non apprezzeremmo la gioia e la felicità. Tristezza è guardarsi dentro, parlarsi, aiutarsi a venirne fuori. Come quando ci si sente bene in forma dopo una tremenda influenza.

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