venerdì 5 aprile 2019

SCUSA

Fossi stato un giapponese non mi sarei posto il problema.
Loro hanno sviluppato una congenita forma di amnesia che, gli fa dimenticare tutto il passato, anche quello che li hanno visti protagonisti in situazioni poco corrette o che hanno commesso qualche torto.
Loro vivono il qui e ora.
Per loro è impensabile investire tempo presente per il rancore.
Il tempo presente per loro è una opportunità che la vita dona per intraprendere un cammino felice e diverso con chi quel torto lo ha subito oppure ne sono stati vittime.
Non fanno differenze, il qui e ora gli impedisce di fare altrimenti.
Ma qui non siamo in Giappone, ma siamo in un luogo dove la filosofia e le discipline giapponesi, fanno fatica ad essere applicate.
Si fosse un po’ più giapponesi su alcune cose, si vivrebbe molto meglio.
Per cui ho dovuto fare quello che era giusto facessi.
Non che avessi fatto chissà che torto ma, io non posso permettermi di giudicare con il metro del mio animo anziché considerare il metro di quell’animo che il mio comportamento ha sicuramente infastidito e forse ferito.
Di certo non era mia intenzione fare ciò che poi è risultato, ma tanto è che è accaduto.
Ho rimandato più volte, aspettando l’occasione adatta.
Occasione che la stessa persona vittima del mio involontario comportamento mi ha permesso di approfittare.
Ha fatto come i giapponesi, mi ha salutato come nulla fosse accaduto.
A quel punto potevo fare quello che dovevo fare.
Chiedergli scusa.

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