mercoledì 7 agosto 2019

AIUTARE

Correvo per prendere il treno che stavo per perdere.
Ma arrivato sul binario ho potuto rallentare la corsa.
Un padre stava cercando di mettere in treno il passeggino che trasportava il suo bambino.
Mentre la mamma era giù con il bambino, lui cercava di riuscire nell'impresa, ma niente.
Forse non era abituato, quello è un lavoro da professionisti, da mamme.
A farmeli notare non era solo l'impresa da compiere, ma che fosse una coppia di mondi diversi.
Lui africano, credo, lei italiana.
Il treno però doveva partire, per cui arriva in soccorso il controllore, una donna.
La quale come tutte del suo genere, non si perde d'animo.
Analizza il problema, prende in braccio il bambino e permette alla mamma di chiudere il passeggino come si deve per poi darlo al padre per metterlo in treno.
Ci riescono, il treno può partire.
Ma prima che chiuda le porte, il papà scende.
Non comprendo ma poi capisco subito.
Il ragazzo africano, ora non credo più ne sono certo, vista la difficoltà, ha aiutato la madre che doveva salire in treno, pur se lui era già arrivato a destinazione e aveva altro da fare.
Quindi non era il padre, quantomeno erano una coppia.
Semplicemente, era una persona che di fronte alla difficoltà non si è tirato indietro oppure ha fatto finto di nulla.
Si è messo ad aiutare, anche se non gli competeva.
Che strana la vita, ieri ho assistito ad una scena del tutto opposta.
Ero seduto fuori dal bar ed era arrivata una macchina che consegnava merce e la titolare andava avanti ed indietro a portarle in bar.
Volevo darle una mano, ma sono stato frenato da un'altra scena.
Di fianco a me c'era la barista che doveva iniziare il turno.
Ma anziché aiutare la sua titolare, ha deciso di continuare la sua sigaretta ed attendere l'inizio del turno.
Affascinante, io non ci sarei riuscito.
Eppure siamo entrambi italiani, ma io ho emigrato per venire a lavorare e vivere in questi luoghi.
Lei ha solo preso la macchina.

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