domenica 25 agosto 2019

IL CAFFÈ DELLA DOMENICA

Stamattina, come ogni domenica, ho preso l'auto per andare a prendere il caffè di fronte al fiume.
Non so perché, ma c'era una forza, piccola, che mi comunicava di non andarci.
Una voce amica.
Ma gli amici non si ascoltano, ti limitano la vita.
Tiro dritto e vado.
Arrivato ad una rotonda, arriva un altro segnale.
Una macchina d'epoca mi si piazza davanti, rallentandomi  la corsa, come fosse una safety car.
Ma io nulla, appena posso la supero e proseguo per la mia destinazione.
Arrivo all'altra rotonda.
Qui arriva il segnale più esplicito.
Non fidandomi, l'affronto cautamente.
E ben faccio.
Un coglione con un Suv della Porsche, sfreccia a tutta velocità, non dando la precedenza, anzi credo che non si sua proprio preoccupato.
Era uno di quei tipi, per cui i segnali stradali sono decorazioni.
Frontale e morte sicura evitata.
Ma io nulla, proseguo imperterrito ugualmente.
Finalmente arrivo a destinazione, dicendomi che questo caffè me lo sono proprio meritato.
Ma arrivato, scopro la verità.
Capisco tutti i segnali ricevuti in precedenza.
Il bar era chiuso.
Era chiuso per catering matrimoniale.
Devo imparare che nella vita non ci sono più certezze, tutto è liquido, tutto va dove deve andare, anche i bar.
Tranne io.
Devo riconsiderare a riutilizzare la moka.

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