martedì 6 agosto 2019

OSSERVATORIO

Sono seduto fuori dal bar.
Fa caldo, quel caldo insopportabile del primo pomeriggio.
Per fortuna c'è anche una leggera brezza di vento che rende il tutto più sopportabile.
Volgo lo sguardo verso il parcheggio.
Un luogo che solitamente non desta la mia attenzione se non quando ci devo parcheggiare.
Ma oggi è diverso.
È un luogo in cui mi permette di abbandonare il mio sguardo.
Di far riposare la mia vista, aiutato dal nulla in movimento.
Sembra un quadro, una scenografia di un film, i cui attori sono via per la pausa pranzo.
Di improvviso passa lei.
Lei che solitamente capita di vedere in treno o al di fuori della stazione.
La vedo da lontano senza che lei possa vedere me.
Vedo una persona diversa.
Una persona libera, nel muoversi e nel camminare.
Una persona che non deve nascondersi da nulla, perché nulla c'è in giro, eccetto i miei occhi che lei non sa che la stanno osservando.
È una donna diversa, più affascinante.
Quel suo incedere permette di conoscere cose di lei e del suo corpo che diversamente non avrei potuto conoscere.
Poi lentamente, si allontana dal mio campo visivo e va via così com'è comparsa.
Dall'osservatorio del bar in cui sono fuori seduto a leggere ed ad osservare il mondo che mi attraversa intorno.
Mondo che non si accorge di me, mentre io non posso non accorgermi di esso.

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