sabato 2 novembre 2019

L’OSSERVATRICE

Non l’avevo mai vista prima. Impossibile non notarla. Una donna bella, di personalità, di carattere. Almeno questo mi ha comunicato il suo viso e mi hanno comunicato i suoi occhi. Una persona attenta, presente, nel lavoro che doveva svolgere. Può sembrare una banalità ma non lo è. Oggi giorno è raro trovare persone come lei. Attenta ai suoi clienti, senza nessuna distrazione. Ma la sua osservazione andava oltre al suo dovere lavorativo, era curiosa di ciò che accadeva. Come chi sta osservando qualcosa di insolito e si stupisce che possa ancora esistere. Persone che sono insieme a fare l’aperitivo parlando di poesia. Non riuscivo a capacitarmi di non averla conosciuta prima. Ma appena presentatasi l’occasione gli ho esposto il mio non conoscerla. Lei anziché limitarsi a rispondere in modo essenziale mi ha parlato di se. Mi sono dunque presentato, così da ricordarmi il suo nome la prossima volta. Ormai non sembrava più una persona che doveva badare a noi, ma era diventata una di noi, Abbiamo parlato, scoprendo che come me è una persona che ama osservare, confermandomi l’impressione inizialmente avuta. Ma parlando è successa una cosa strana, almeno per me, ho dimenticato il suo nome. Non so come sia potuto accadere, forse il troppo osservare, il parlare con lei in modo tranquillo e fluente, chissà. Ma di lei solo il nome ho dimenticato. Ricordo i suoi bellissimi occhi vivi e presenti, il colore dei suoi capelli, il suo bel viso accogliente, mi ricordo da dove viene, mi ricordo perfino le sue scarpe. Ecco cosa mi ricordo dell’osservatrice barista e che non dimenticherò più.

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