Mi trovo in uno stato di perenne confusione.
Vivo un disagio che si alimenta giorno dopo giorno, diventando sempre più insopportabile.
Sento come se dentro di me si fosse rotta o usurata quella guaina che mi permetteva di sopportare ogni fastidio.
Ora ogni fastidio mi procura danno e dolore.
So abbastanza bene che la causa principale risiede dentro di me, che gli altri o gli accadimenti hanno una loro natura di cui non puoi pretendere di modificarla causa la tua non sopportazione.
Il tutto è poi condito dalla consapevolezza di stare in un mondo in cui non sei più niente per nessuno.
Ti senti fuori luogo dappertutto, inizia a mettere in discussione ogni tuo gesto o parola, che anziché procurare empatia hanno un effetto opposto o nullo.
Si finisce col rinchiudersi, di non aver voglia di uscire a cui seguirebbe sempre un dolore procurato.
E’ una sensazione dal punto di vista scientifico affascinante, vedere come la vita di una persona, possa essere offesa, se questo stato di cose continua quotidianamente.
Uno stato di cose dall’apparenza senza una azione da cui difendersi, ma proprio questa impossibilità di individuare l’azione, rende la persona ancora più ferita e incapace di reagire, ferita senza sangue ma che agisce internamente.
E’ una sensazione dal punto di vista personale, difficile da gestire, e non puoi far altro che accettarla per cercare di capirla.
Ma è difficile.
Comprendi però come rispetto ad altri, che questa introspezione non hanno, cosa possa accadere in loro quando la vivono, che danni possono provocare ad altri oltre che a se stessi.
Riuscirò a non superare quel limite ?
Tempo fa credevo impossibile potermi ritrovare come ora mi trovo.
La cosa mi spaventa e mi atterrisce.
Ma se mi ritrovo qua è perché ci sono arrivato io, e capire questo è già una benedizione.
Non puoi più tornare indietro, ma andare avanti, sperando di essere capaci ad intravedere la via d’uscita da questo Tunnel ricoperto dal cielo e senza muri, se non quelli che ti sei costruito, senza rendertene conto, dentro di te.
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