Oggi uscendo per la pausa pranzo, mi sono chiesto se percorrere la stessa strada per raggiungere la solita meta, oppure cambiare.
Ho deciso la scelta più semplice e meno faticosa o forse più saggia, la solita meta.
Conscio del fatto che a nulla serve cambiare, per cercare chissà cosa, che mai troverai o si farà trovare.
Occorre imparare a stare prima di tutto con se stessi.
Accettarsi e non cercare l’accettazione.
Un’attività difficile da farsi, ma mi impegno a perseguirla.
Pertanto ho dedicato la pausa prima di tutto a me stesso, a nutrire il mio cervello, leggendo e ascoltando musica.
Non perché mi piaccia essere solitario, ma perché si deve fare quel che si può fare, senza disturbare altri, con il rischio di essere considerato quello che non voglio essere, ma purtroppo lo sono ahimè, un solitario.
Dopo un po' però avevo voglia di girovagare, muovermi, far circolare l’energia.
Così sono uscito e ho fatto un giro a piedi, anche qui senza pretese, col solo scopo di muoversi.
Al ritorno nei pressi di casa incontro lei, una donna conosciuta per caso in un bar e che ho scoperto poi lavorare vicino casa mia.
Sicuramente l’avrò vista tantissime volte, ma senza quell’incontro, entrambi, l’un l’altro, eravamo esseri invisibili al nostro cammino.
Mi sono stupito favorevolmente del dono del destino.
Pensando che forse le nostre vite sono regolate da forze sovrannaturali che se ascoltate agiscono per il nostro benessere, oggi infatti mi sono lasciato condurre.
Ho approfittato per ampliare la conoscenza, presentandomi.
Dando un nome a queste persone prima estranee ed ora che si incontrano salutandosi.
Ovviamente nulla di che.
Ma a volte un sorriso o un incontro inaspettato ti dona qualcosa di positivo.
Una nuova persona, un nuovo sguardo, un nuovo saluto, dei nuovi occhi.
Un investimento per il futuro.
giovedì 10 ottobre 2019
WANDERLAST
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