Spesso, apprendendo di notizie che documentano di tragedie assurde, ci si chiede il perché di queste reazioni.
Cosa mai le abbia potuto scatenare, per di più quando a commetterle sono cittadini irreprensibili durante la loro vita.
Questo non vuol dire fare una apologia del reato commesso, ma capirne il perché, potrebbe aiutare a non commetterne altri.
Ci sono alcune situazioni, in cui un individuo si sente oggetto di violenza, anche ripetuta.
Quando si riceve un atto di violenza, soprattutto quella subdola e psicologica, di cui non c’è traccia, è ancora peggio.
Si entra in uno stato di stress mentale, per cui se non sei ben attrezzato mentalmente, l’unico modo in cui si ritiene di reagire è reagire con violenza.
Praticando però una violenza attiva, perseguibile dalla legge, che rovina la vita del malcapitato e dei suoi familiari.
Una di queste violenze subite che provocano tale Burnout mentale, è adottata delle persone definibili come Silenti.
Quelle persone che non rispondono mai a ciò che tu gli chiedi e che la tecnologia che utilizziamo quotidianamente, ne sforna di nuovi ogni giorno.
Una tecnologia creata per facilitare la comunicazione, per renderla meno invadente, allo stesso tempo diventa un modo per praticare violenza, facendo un non uso di essa, nel praticare la non risposta alla domanda fatta, che è comunque una risposta, soggetta all’interpretazione che chi ne è oggetto ne fa.
Ovviamente si esclude da queste analisi i veri persecutori digitali, per cui alla fine sei costretto a non rispondere più, sperando così facendo di liberatene.
Ma questi Silenti, sono altri, lo fanno di professione non per disperazione.
La loro non risposta è un modo per ridimensionarti, di irriderti, di umiliarti e altro ancora peggio.
Queste persone, analogamente agli Haters digitali, non si rendono conto della violenza praticata oppure si, chissà.
Andrebbero perseguiti alla stregua dei molestatori.
Anche se in realtà sono dei vigliacchi che fanno uso del silenzio tecnologico per infliggerti umiliazione, dolore e sofferenza.
Sono persone che si ostinano a non rispondere a e-mail, per cui per il ruolo che occupano sarebbero tenuti a rispondere, oppure persone a cui invii una richiesta tramite messaggio e non ti rispondono.
Mi chiedo perché queste persone non rispondano, non diano una semplice risposta, anche se fosse “Non rompermi i coglioni”.
Ma questo richiederebbe una personalità, un essere individuo sociale, che questi Silenti non sono.
Per cui quando una persona si sente violentato in questo modo, può reagire nel modo più inopportuno, sbagliato e mai giustificabile.
Ma la mente va in tilt grazie a questi Silenti.
Spero che qualcuno che eserciti questo comportamento legga queste righe e rifletta sul suo agire.
Perché non tutti reagiscono sfogandosi scrivendone e null’altro.
mercoledì 2 ottobre 2019
I SILENTI
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