domenica 29 settembre 2019
NOTTE AL MUSEO
Ho invitato due donne, ovviamente non entrambe, a partecipare con me ad un evento musicale che si sarebbe tenuto in un museo.
Un evento musicale non classico ma di musica moderna, pop, rock.
Entrambe hanno rifiutato.
La prima mi ha detto subito no, la seconda prima aveva accettato, poi ripensandoci ha rifiutato anche lei.
Mi ero illuso, ma mi sembrava quasi irreale quel sì ricevuto, ed infatti si é convertito in un no grazie.
E’ stato un duro colpo, ma alla fine ho trovato le forze e ci sono andato comunque, pur da solo.
Mi sono detto che forse avrei potuto conoscere qualcuna lì e la serata, ad indirizzo giovanile, dava teoricamente a ben sperare.
Mi sono organizzato al meglio e all’orario dell’inizio del concerto sono entrato in sala.
Il concerto non era ancora iniziato, potevo prendermi il mio tempo e guardarmi intorno.
Ma nulla di quello che ipotizzavo, aveva vita in quella sala.
Mi sembrava di aver sbagliato luogo, mi sembrava un circolo anziani o un ospizio..
Un concerto al museo, con spettatori museali.
A quel punto avevo due scelte, fregarmene e godermi la serata musicale offerta oppure fare mestamente ritorno da dove ero partito.
Scelgo la prima.
Ascolto questi ragazzi che con tanto entusiasmo e bravura animano la serata, cantando canzoni di diverso genere musicale.
Molto ammirevole.
Mi sono fatto coinvolgere dal bel canto e mi sono immerso in quella sala museale inondata di musica e freschezza giovanile.
Ero così coinvolto che finito il concerto neanche me ne sono accorto, ero come incantato.
Ma dopo un pò il responsabile del museo mi si avvicina e mi dice che devono chiudere, che mi tocca andare.
Gli sorrido facendogli capire di aver inteso.
Gli chiedo se prima di portarmi in camera può portarmi un plaid.
Rimane stupito dalla mia richiesta e ride credendo che lo burlassi.
E invece no, mi ero così immedesimato con l’ambiente che ero convinto di essere in un ospizio e di ritornare in camera a spettacolo di intrattenimento finito.
Purtroppo ho dovuto prendere altro della realtà, scendere in strada e tornarmene a casa.
Però sarebbe stata una bella soluzione a tutti i problemi, una reclusione felice, da un mondo per me orfano di vita.
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