E’ una frase sentita ieri sera al cinema.
Per di più un film già visto.
Ma quella frase l’ho colta solo ieri.
Forse perché, come ha ferito l’uomo, in debolezza, a cui è stata rivolta, ha ferito di riflesso anche me.
E’ una frase che fa male, che scuote, negativamente, tutto il tuo animo.
Soprattutto se pronunciata a chi non ha più la difesa mentale per poterla gestire.
E’ un colpo di pistola, una frase che può uccidere, che può portarti alla morte.
Proprio come il protagonista del film, che dopo quella frase, risulta essere più vulnerabile e impotente al vivere.
Quella frase ha permesso di aprire un solco nel suo animo, portandolo ad un percorso di annullamento della sua vita.
Capendo che la sua assenza avrebbe reso più facile la vita, a chi sarebbe rimasto.
Ho subito fatto un parallelo con la mia vita.
Mi sono stati chiariti di improvviso alcuni dubbi irrisolti, a cui prima di quella frase, non trovavo spiegazione, o forse non trovavo il coraggio di dirmela.
Ho compreso tutto in un lampo.
E’ dura da digerire.
Ma è un boccone da ingoiare e masticare molto bene, perché diversamente può ucciderti.
I’m still here.
mercoledì 4 settembre 2019
IT'S MORE EASY WITHOUT YOU
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