mercoledì 4 settembre 2019

FRUTTO

E’ proprio vero che il cervello è selettivo.
Vede quel che vuol vedere e non quello che gli si offre.
Cerca dei riferimenti che se confermati, si accontentano di ciò che cercavano.
Così facendo si perde l’occasionalità.
Come un saluto sincero che arriva da lontano, ma che tu non senti, perché non vedi.
Chi ti saluta, in quel momento, per te è come un fantasma, non puoi vederlo quanto meno sentirlo.
Tutta la tua concentrazione è rivolta alla destinazione finale.
Alla curiosità di scoprire chi troverà ad accoglierti.
Alla fretta di arrivare prima di un altro cliente.
Ecco perché non l’ho vista !
Ero concentrato in una gara, tra me e l’altro.
Colui che mi ha intralciato il percorso e mi ha costretto a farne un altro, per arrivare in tempo, prima di lui.
Chissà perché poi.
Potevo dirgli che quello era stato il motivo della mia distrazione.
Ma me ne sono ricordato solo ora, scrivendone.
Facendo emergere la vera ragione, che era sepolta nella memoria, ma grazie all’esercizio analitico delle scrittura, è tornato a galla.
Chissà quante altre cose ci perdiamo per analoghi motivi.
Quanti saluti a cui non abbiamo risposto.
Quanti volti che cercavano il nostro sguardo.
Da questo emerge un’altra verità.
Ossia se pur più strade ti portano alla stessa destinazione, solo una di esse ti permette di cogliere il frutto che il destino ti ha donato.
Quello che dobbiamo fare ogni mattina, è sperare di percorrere, tra le tante, quella che ci porta a raccoglierlo. 
Oggi non è andata così.

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