In questo fine settimana ho avuto modo di conoscere persone conosciute visivamente ma non di persona.
Di loro so tante cose, per quello che la vista mi concede.
Conosco il posto dove attendono il treno, conosco il loro modo di muoversi e di camminare.
Conosco il loro viso, sapendo interpretare se sereno, preoccupato o di angoscia.
Sono tutte persone che incontro al binario del treno, che in un modo o nell’altro, hanno attirato la mia attenzione o la mia curiosità.
Questo fine settimana le ho viste altrove, in luoghi di comune frequentazione.
Le ho conosciute di persona, parlandoci, sapendo i loro nomi.
Stamattina quindi mi sono immaginato una mattinata meno estranea, meno da osservatore, ma pronto a dare continuazione a quella conoscenza creatasi.
Ma non è stato così.
Il treno ha cambiato binario.
Sembra strano ma un cambio di binario disorienta, cambia la prospettiva, i riferimenti.
Quello che immaginavo non si è realizzato.
Quelle persone le ho viste, ma sfuggenti e lontane.
Come me erano disorientate.
Erano persone impossibili da raggiungere, difficile anche con lo sguardo.
Come quei personaggi dei sogni che vorresti afferrare ma non riesci.
Come in un incubo.
Ma è solo la vita.
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