venerdì 22 novembre 2019
EMPTINESS
Sto vivendo un periodo di profonda introspezione.
Un’attività non cercata, in cui mi trovo impelagato senza uscirne.
Vorrei scacciarla ma non ci riesco, mi trovo impotente e senza slancio.
Il buio dell’autunno è come se mi avesse spento la luce dell’avventura e della ricerca.
L’unica cosa saggia che mi resta da fare, anziché scacciarla, è quella di comprenderla.
Di approfittare di questa opportunità di capire il senso dei miei vuoti, per poterli accettare e gestirli.
Forse è questo l’errore, cercare di riempirli, senza trovare nulla che li colmi.
Qualsiasi cosa faccia, questi vuoti rimangono tali.
Come se quello che mettessi dentro, evaporasse e svanisse, oppure insistere in una ricerca di qualcosa che li possa riempire, senza mai trovarlo.
Rimanendo sempre insoddisfatto e cercando sempre altro, che non c’è.
Oppure c’è ma non riesco a dargli valore.
Eppure a guardarmi intorno, ne vedo tanti nelle mie stesse condizioni.
Siano essi da soli o in compagnia.
Forse diversamente da me, accettano questo stato di cose senza combatterle, ma accettandole.
Forse perché così é la vita.
Forse perché la vita necessita di questi tempi morti, di queste assenze, di questi vuoti.
Che nel mio caso, assurdamente, anziché rendermi più leggero, mi fanno percepire la vita più pesante.
Forse dovrei diminuire le mie pretese e vivere la vita che mi si concede, senza arrendersi ad essa, ma vivendola pienamente per quello che è.
Il nulla.
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