domenica 22 dicembre 2019
DISAGIO DISPERSO
Il bello dello scrivere è che mentre ti eri appuntato degli spunti per poter creare nuovi scritti, la vita nel frattempo viene vissuta e te ne offre altri.
Reclamando un’urgenza e una priorità rispetto agli altri.
Sia che siano parole di gioia relativo a qualcosa di bello che ti è capitato, sia che siano parole emuntrici per cacciare via quel veleno che ti senti addosso e non vuoi lasciarlo dentro di te, con la paura che possa insinuarsi senza abbandonarti.
In questo caso sono parole di veleno.
Un veleno di cui sono stato io l’artefice, sapendo a ciò che andavo incontro, facendo quello che poi ho fatto.
Niente di che, un caffè in un bar, da uomo solo.
Il giusto tempo per restare un pò con me stesso, distrarsi e poi andarsene via.
Un bar che sai bene, che nell’orario in cui stai andando è quello di passaggio tra la caffetteria e l’aperitivo serale.
Tu lo sai, quindi cerchi di non dare fastidio.
Occupi un posto appartato, per evitarne di occuparne un altro in cui possano accomodarsi più persone.
Aspetti il tuo turno senza dare segni di sofferenza.
Ti metti a fare le tue cose, leggere un giornale, il tuo non quello del bar, e ascolti musica.
In totale isolamento.
Ma sta arrivando l’ora del cambio, l’ora del passaggio all’aperitivo.
Comprendi che la tua presenza sta diventando inopportuna, non per te, ma per il posto che occupi e tieni occupato al posto di altri.
Ma tu queste cose le sai, per cui sai che oltre un certo limite andrai via, come cenerentola allo scoccare dell’ora dell’aperitivo.
Ma mi rendo conto che pur aver preso tutte queste accortezze, è inutile.
Forse sbaglio io a preoccuparmi di tutto e del disagio che posso creare.
Dovrei fregarmene e starmene in santa pace, ma purtroppo sono fatto così.
Arrivato l’ora, mi preparo per andare.
Presentandomi alla cassa, comprendo che le mie sensazioni erano reali.
Pago, mi viene dato il resto, senza scontrino, e senza neanche guardarmi in faccia e ringraziare.
Saluto comunque, ma è ancora peggio, mi viene risposto in un modo falso, senza neanche incrociare il viso.
Che brutto.
Ma una cosa buona c’è, una volta queste cose mi avrebbero annientato o fattomi reagire in maniera offesa.
Stasera invece ho compatito tutte queste persone e sono stato dispiaciuto per loro.
Stasera il mio solito disagio in queste situazioni, magicamente si è disperso.
Una bella sensazione.
C’è sempre del bello nelle cose che ti accadono, basta cercarle.
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