Come ogni mese è arrivato il giorno di pagare l'affitto.
Una cosa che mi manda in ansia.
Non per il pagarlo, in quanto è frutto di un servizio ricevuto.
Ma perché mi tocca farlo in contanti, così vuole.
Arrivato a casa poso la borsa , mi lavo per scrollarmi di dosso lo stress del ritorno a casa in macchina e decido di togliermi il pensiero.
Anche perché avere soldi in casa che, sono destinati ad altri non mi tranquillizza.
Esco e suono alla porta accanto , la sua.
Mi apre e mi accoglie come ogni mese, con il suo solito sorriso falso, come i soldi di cioccolata.
Indossa un abito di casa, un po’ scollato, forse non si aspettava che suonasse qualcuno o non ci ha badato.
Mi fa accomodare nel suo studio e chiude a chiave la porta.
Mi sento come in commissariato.
Mi dice che c'è gente per casa e non vuole essere disturbata.
Forse non vuole che qualcuno possa notare che la pago in contanti, la sa lunga.
Inizia con il pronunciare le solite frasi di circostanza, mentre nel frattempo prepara la ricevuta.
Le cade la penna, finisce sotto al tavolo.
Per galanteria mi abbasso per prenderla ma è proprio vicino alle sue gambe.
Ormai sono li.
Ma mentre sto per prenderla , toglie il piede dalla ciabatta e inizia a toccarmi la mano, poi il braccio, fino a metterlo
in viso fermandosi.
A questo punto non so cosa fare , mi tocca stare al gioco, in più è anche una bella donna.
Inizio a mordere il tallone e con la lingua le contorno tutta la pianta del piede e le dita.
La cosa sembra gradirle.
Mi porge anche l'altro piede e l'altro lo tengo con la mano.
Poi mi accorgo che inizia a sbottonarsi l'abito fino alla vita , allargando le cosce, come invitandomi a visitarle.
Così faccio.
Dal piede passo alle gambe e dalle gambe alle cosce.
E dalle cosce al punto di arrivo, spogliata di ogni intimità.
Mi tiene la testa , per paura che possa andare via ma, lo fa con delicatezza, accarezzandomela.
Faccio quello che c'è da fare e che voleva che io facessi.
E' una donna abituata ad avere ciò che vuole.
Dopo un po’ bussano alla porta, qualcuno in casa la cerca.
Devo smettere immediatamente.
Un momento , dice , finisco col signore così va via.
Si ricompone con naturalezza, rindossando l’intimo e riabbottonarsi l’abito.
Mi rialzo , e non sapendo cosa fare mi seggo, cercando il suo sguardo , ma è impassibile , come nulla fosse accaduto.
Guardandomi negli occhi mi fa , ecco la ricevuta dell'affitto , ci rivediamo il prossimo mese.
La accompagno alla porta.
Grazie e buona serata.
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