domenica 15 novembre 2015

L'INGORGO

È la classica giornata autunnale padana.
Cielo grigio, piove umidità che, ti entra nelle ossa e, c'è anche la nebbia.
Il clima ideale per la creazione degli ingorghi.
In quanto tutto va a rilento, non puoi accelerare come nelle splendide giornate di primavera o di estate.
Sono in bici , sto andando nel box a prendere la macchina.
Appena entro, vedo cose che non mi piacciono.
Macchine parcheggiate in cortile dove non dovrebbero.
Ma ormai mi sono rassegnato.
Far intendere la ragione a chi non la possiede, oltre ad essere tempo perso, spesso genera violenza.
Forse anche per questo accade la violenza terroristica, perché pur vedendo gente che fa cose strane, come andare in giro con mitra o altro, magari in un box di un condominio, non riusciamo più a reagire, perché nessuno difende i tuoi diritti.
Arrivo nel box , poso la bici e esco con la macchina.
Ma prima di partire mi viene un dubbio, l'ingorgo è anche nella mia testa, sopratutto.
Ho messo la bici nel box ?
Fuori non c'è ma, l'ingorgo procede.
Non mi resta che aprire la basculante.
C'è, è lì, il mio cervello chissà dov'è invece.
Uscendo mi imbatto nelle macchine parcheggiate fuori posto con in più gente intorno.
Sto uscendo ma, sta entrando una macchina.
Stoltamente, le do la precedenza.
Non l'avessi mai fatto.
Nel fare marcia indietro, le persone che sono intorno alle macchine, anziché passare dal davanti, mi passano dietro.
Rischio di investire due persone.
Riesco a fare retromarcia, la macchina entra ma, deve andare dove sono io e, io non posso fare niente, non ho spazio, ci sono le macchine parcheggiate fuori posto.
Inizio ad innervosirmi.
Dico a chi guida la macchina a cui ho dato la precedenza di scendere nel percorso box e poi risalire, ma non vuole , lei deve parcheggiare dove sono io.
Nel frattempo arriva un'altra macchina che blocca ancor di più.
Cerca di passare dove c'è spazio, non ci riesce.
Allora ritorna indietro e attende, senza far nulla.
Il classico italiano che nella vita ha fatto carriera.
Inveisco contro la conducente.
Alla fine si convince e fa la cosa più logica.
Libera lo spazio e scende nel percorso box.
La macchina in attesa dietro la segue.
Nel frattempo noto lui.
Fermo a guardare.
È la persona che insieme alla sua donna ha parcheggiato bloccando tutto.
È lì con le braccia conserte.
Con un atteggiamento di persona soddisfatta anziché in imbarazzo per il problema creato.
Mi sono sempre chiesto perché la sua donna, esteticamente piacente, stesso con un tipo così.
In più esteticamente sgradevole.
Oggi l'ho capito.
È una coppia di simili che si sono trovati.
Due grandissime teste di cazzo.

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