Quest’anno ho trascorso un capodanno diverso dal solito.
Non più da solo, come da un paio d’anni, ma in compagnia.
Con l’influenza.
Una influenza che con la sua compagnia mi ha isolato dal mondo, più di quanto non lo fossi.
Tanto che hanno deciso di proporre di cambiare il proverbio, non più solo come un cane ma solo come me.
È stata una influenza devastante.
Non tanto per la febbre ma per le conseguenze di tipo psicologico.
Mi sono riapparse delle cose che credevo sepolte e sparite da tempo.
Invece erano ancora lì, dentro di me, solo ad aspettare l’occasione di ripresentarsi.
Un incubo.
Mi è partita completamente la brocca.
Una sensazione assurda e ingestibile.
I livelli di sopportazione al di sotto dello zero.
Situazione che si è andata a peggiorare quando ho finito di prendere i farmaci per febbre sparita.
Il mio corpo si ribellava, come un drogato per astinenza.
Eppure ho solo preso della tachipirina e non nelle dosi massicce che voleva propormi il medico.
Fortuna che non bevo alcool, non fumo ne uso canne.
Altrimenti non so come andava a finire.
martedì 9 gennaio 2018
TACHIPIRINA
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