È cresciuta in Russia.
Erano i tempi di Breznev.
Sentirglielo dire è stato di una dolcezza infinita.
Mi ha fatto sentire più vicino a lei, come se avessimo in comune un qualcosa che nessun altro possa avere.
Chi oggi sa chi era Breznev.
Io lo ricordo perché da piccolo vedevo la TV e leggevo i giornali, non perché in casa mia ci fosse abitudine a comprarli ma semplicemente perché mio padre avevo un amico giornalaio e, io che uscivo sempre con lui anziché con i miei coetanei, potevo leggere il giornale, stando attento a non sgualcirlo perché doveva essere venduto.
Lei invece in quei tempi non poteva leggere né giornali ne guardare TV.
La TV c'era solo per due ore al giorno e era quello che era.
Per cui a differenza mia , è cresciuta senza esserne dipendente.
E forse col senno di poi questa è stata una sua fortuna.
A volte vivere momenti duri , ti tempra e nello stesso tempo ti insegna ad adattarti e a vivere la vita senza sprecarla .
Avere poco ti insegna ad avere tanto , ossia te stesso.
Cresci con la fierezza negli occhi e le spalle dritte, perché non sottoposte al peso del compromesso.
Sarà per questo che è quello che è.
Una donna non mediata ma diretta.
Una donna abituata a prendere il bello quando c'è.
A vivere il momento.
Quando vivi in un mondo in cui tutti decidono per te, appena puoi decidi tu per te stesso.
Come ha fatto con me.
Sono fortunato ad amare una donna che hanno fatto crescere con Breznev anziché
con le ragazze del programma TV "Non è la RAI".
Grazie Breznev, per avermi temprato una donna fantastica.
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