Le ho chiesto se poteva darmi una sua foto, per poterla rivedere quando non posso vederla.
Credevo mi mandasse a quel paese.
Invece no , me le manda.
Ma quando le vedo mi accorgo che c'è qualcosa che non va.
In quelle foto quegli occhi non guardano me.
Ovviamente, erano state fatte in passato , in mia assenza e senza che ci conoscessimo.
Quando glielo dico, lei pensava la stessa cosa.
Bello avere non solo gli stessi pensieri ma la stessa sensibilità.
Mi toccherà fargliene una io.
Ma purtroppo non basta avere una macchina fotografica per fare un fotografo.
Fare foto non è arte mia.
So cogliere ciò che altri difficilmente vedono ma , fare una foto di una persona mi viene quasi sempre male .
Ci vuole perizia , conoscere il gioco di luci.
Fortuna mia figlia al contrario di me è una esperta.
Provo a fargliene una, ma è un disastro.
Me lo dice con dolcezza anche lei.
Aggiungendo che lei sa come vanno fatte.
Il suo papà era un fotografo professionale anche se per mestiere ha dovuto fare altro.
Ne prendo atto.
Ma capisco il senso di quello che mi ha detto quando mi invia delle foto fatta da lei per me.
Dei selfie.
Non sono dei banali selfie.
Quelle foto non solo sono belle foto , senza nessuna distonia.
Quelle foto parlano .
Fanno parlare i suoi occhi.
Occhi che dicono che lei sta guardando me, anche se siamo lontani uno dall'altra.
Occhi che mi dicono essere innamorata di me.
Magie fotografiche.
Magie che solo la figlia del fotografo è in grado di fare.
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