martedì 11 ottobre 2016

50 VOLTE L'ULTIMO BACIO

Sto vivendo una situazione sentimentale tipica di un film.
Solo che come sempre, l’originalità che mi accompagna nella mia vita, da quando ho emesso il primo vagito, fa si che il mio film sia una commedia dell’assurdo.
Differente da quella di Adam Sandler e Drew Barrymore nel film , 50 volte il primo bacio.
Dove il protagonista si innamora, di una donna fantastica, non sapendo però che ha problemi di memoria.
Ha una forma di amnesia che le cancella ogni cosa vissuta , riportandola ad ogni risveglio, sempre allo stesso giorno in cui un incidente gliel’ha provocata.
Ma lui anziché abbandonarla, essendone innamorato, ogni giorno crea una situazione affinché lei si innamori di lui.
Conscio che lei si innamorerà di lui.
Ovviamente con un The End strappalacrime tipico americano.
Ma io sono originale.
A me non piace vivere storie già raccontate in un film.
Voglio la mia storia.
Non che io le scelga , sono loro a scegliere me, o mi piace credere così.
Nel mio caso non si tratta di 50 volte il primo bacio ma, 50 volte l’ultimo bacio.
Continuiamo a lasciarci e a riprenderci, come un meccanismo da carillon.
Perché non è una storia semplice.
C’è di mezzo un bambino capriccioso che non fa l’adulto che dovrebbe essere e comportarsi conseguentemente.
C’è di mezzo lei con la sua esigenza di non sradicarsi  da un vissuto, anche se inariditosi, come già è stata obbligata in tutta la sua vita più volte.
E poi ci sono io che, non ho possibilità di azione se non quella di sparire.
Ma se lo facessi il film avrebbe più senso ?
Sarei denunciato dalla casa cinematografica ?
Non mi resta che attendere la fine di questo film.
Conscio che io non posso che essere un personaggio dei film dei fratelli Coen.
Il quale alla fine , pur non scegliendo, gli viene imposto di soccombere.
Perché la vita è così , non è un film.

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