mercoledì 21 gennaio 2015

V COME VENDETTA O COME VIGLIACCO

E' un sentimento che non mi appartiene.
Più che per mancanza di esperienza che per scelta personale.
Me ne manca sempre il coraggio.
Sempre a valutare le conseguenze.
Non so se per trovare motivi per non esercitarla , perché non ne ho il coraggio o altro.
Resta il fatto che il danno procuratomi mi da molto dolore.
Mi fa molto male.
In questi giorni si parla, giustamente, di violenza sulle donne da parte di essere vili che definirli uomini o umani è un oltraggio a chi lo è davvero.
Non basta avere un organo sessuale per definirsi tale, occorre testa, in senso di cervello, occorre sensibilità, occorre maturità.
Quella che queste persone non hanno.
Ci sono però nello stesso tempo, dall'altra parte, donne che, definirle tali è un oltraggio per chi lo è davvero.
Donne che esercitano il loro potere affascinatorio solo per conquistare ed abbandonare.
Per puro amor proprio.
Per diletto.
Usando una violenza psicologica nell'abbandonarti.
Come un oggetto da discarica senza riporlo li, ma dove capita.
Una mancanza di ecologia amorosa.
Io ultimamente ne ho trovate due , di seguito, che hanno agito in egual modo. 
Certo di sicuro ci sarà il mio modo di essere.
Che quando intraprendo una nuova esperienza, che sia d'amore o altro , do tutto me stesso.
Sbagliando , perché dare troppo è come dare nulla.
Non viene ricevuto ma, rifiutato.
Come continuare a portare da bere o da mangiare a chi è già sazio o perché preferisce altre bibite o altro cibo.  
Vuoi perché emergono le persone che nel momento dell'infatuazione sono nascoste dallo slancio amoroso e sessuale.
Resta però il dolore causato dal comportamento vile che hanno avuto queste donne nell'abbandonarmi.
Non limitandosi a scappare ma, addirittura addossandomi la colpa dell'accaduto.
Neanche fossi uno di cui sopra.
Per una di queste ho ritenuto corretto fare chiarezza nella mia vita privata e sono uscito di casa, separandomi  e, chiesto il trasferimento dove lei viveva.
Ma proprio arrivati alla meta , arriva anche l'abbandono, la fuga.
Per cui devi riorganizzarti una vita diversamente da quella che avevi in mente e, ritornare indietro con la valigia in mano ma, con una vita familiare ormai tracciata e ufficializzata legalmente.
L'altra , si presenta come una donna che vive una situazione sentimentale arida e quasi imposta da altri.
Mi faccio coinvolgere.
Do tutto me stesso, ma non forzo la situazione.
Vivo la storia , mi innamoro.
La complicità è stupenda.
Ma ecco che arriva la fuga .
In modo analogo al precedente.
Sono fortunato ad avere raziocinio e maturità, altrimenti mi sarei rovinato la vita.
Ho capito, sulla mia pelle, come basta poco per uscire fuori di testa e fare qualcosa di irreparabile.
Come il confine è labile.
Ma fortunatamente non l'ho attraversato.
Quel passaporto non mi appartiene.
Ma il dolore causato è forte.
L'umiliazione ancora di più.
Mentre la prima ormai è lontana , l'ultima è in prossimità.
La voglia di reagire è tanta.
Reagire mettendo a conoscenza di chi non sa, cosa è accaduto.
In modo che lei si renda conto che quello che uno fa ha sempre conseguenze.
Ma non ci riesco.
Mi sembra un gesto vile.
Sono un vigliacco senza coraggio, o un uomo che ha ancora cervello ?

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