Non credevo di averne il coraggio ma, l’ho fatto.
In tempi come questi fare una cosa del genere rischi tanto.
Può essere male interpretato e , passare da ammiratore a molestatore basta un niente.
Ma mi sono fidato , fidato di lei e della sua bellezza.
Sono sceso una fermata prima , dove scendeva lei.
Come in un film, l’ho fermata e le ho chiesto se potevo dirgli una cosa e, mi sono dichiarato.
Le ho dichiarato quanto la trovavo bella e affascinante.
Quanto fosse calamitante il suo sguardo fatto di sola bellezza naturale e senza orpelli.
Le ho anche fatto leggere ciò che avevo precedentemente scritto su si lei.
E’ rimasta stupita, ma contenta di questa ammirazione.
Come chi con umiltà non si vanta delle doti che la natura le ha fornito e timidamente le porta per il mondo.
Ci siamo presentati.
E’ tedesca , non italiana.
Questo spiega la sua essenzialità e semplicità nel portare la sua bellezza.
Purtroppo, c’è un purtroppo, è sposata con figli.
Spero che l’uomo che condivide con lei la sua vita, sia ben conscio della fortuna di avere a fianco di se una così fatta bellezza.
L’ho salutata con un bacio, castamente sulla guancia.
Non capita a tutti di baciare un’opera d’arte.
A me stamane è capitato.
Ora capisco cosa volevano dire gli Jarabe De Palo , quando cantavano “La Flaca”.
L’ho subita risentita, dopo averla salutata e lasciata.
Quella canzone sentita migliaia di volte , oggi aveva un sapore diverso.
Ne capivo tutta l’essenza, avendola vissuta di persona.
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