mercoledì 13 luglio 2016

WHATSAPP

Ne ho sempre apprezzato le potenzialità ma, con il tempo ho iniziato ad odiarle per l’uso distorto ci cui se ne fa.
E’ passato da uno strumento di contatto senza frontiere , ad un modo per rapportarsi , limitando o annullando gli incontri di persona.
Si usano in modo inflazionato baci, bacetti che , per chi come me è abituato al significato reale del gesto , si confonde e non capisce che è un modo per fare i simpatici o i falsi e null’altro.
A volte mi è stato usato per essere confinato da una vita, quando bastava chiedermi di non contattare più.
A volte è stato il messaggero di interruzioni amorose, in sostituzione di un telegramma e del coraggio di dirlo di persona in faccia.
Pertanto è uno strumento di cui con il tempo ho perso la fiducia e il disincanto della sua utilità.
Ma stasera mi sono dovuto ricredere.
Ho scoperto un lato positivo che mi ha spiazzato.
Una utilità che ti aiuta a vivere.
Stavo facendo yoga e terminato la pratica, stavo facendo l’esercizio di rilassamento.
Mi sono più che rilassato, addormentato della grossa.
Ma per fortuna c’era lui vigile a vegliare su di me.
E’ partito un trillo per un messaggio ricevuto e immediatamente mi sono destato.
Diversamente , avrei dormito fino a domattina senza cenare e per di più sul pavimento.
Ma grazie a Whatsapp tutto ciò non è accaduto.
Sono riuscito a ritornare in vita.
Una stranezza per uno strumento che la vita te la toglie , isolandoti dal mondo.
A me stasera me l’ha ridata.
Grazie bistrattata tecnologia.

  

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