Ne ho sempre apprezzato le potenzialità ma, con il tempo ho iniziato ad odiarle per l’uso distorto ci cui se ne fa.
E’ passato da uno strumento di contatto senza frontiere , ad un modo per rapportarsi , limitando o annullando gli incontri di persona.
Si usano in modo inflazionato baci, bacetti che , per chi come me è abituato al significato reale del gesto , si confonde e non capisce che è un modo per fare i simpatici o i falsi e null’altro.
A volte mi è stato usato per essere confinato da una vita, quando bastava chiedermi di non contattare più.
A volte è stato il messaggero di interruzioni amorose, in sostituzione di un telegramma e del coraggio di dirlo di persona in faccia.
Pertanto è uno strumento di cui con il tempo ho perso la fiducia e il disincanto della sua utilità.
Ma stasera mi sono dovuto ricredere.
Ho scoperto un lato positivo che mi ha spiazzato.
Una utilità che ti aiuta a vivere.
Stavo facendo yoga e terminato la pratica, stavo facendo l’esercizio di rilassamento.
Mi sono più che rilassato, addormentato della grossa.
Ma per fortuna c’era lui vigile a vegliare su di me.
E’ partito un trillo per un messaggio ricevuto e immediatamente mi sono destato.
Diversamente , avrei dormito fino a domattina senza cenare e per di più sul pavimento.
Ma grazie a Whatsapp tutto ciò non è accaduto.
Sono riuscito a ritornare in vita.
Una stranezza per uno strumento che la vita te la toglie , isolandoti dal mondo.
A me stasera me l’ha ridata.
Grazie bistrattata tecnologia.
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