venerdì 8 luglio 2016

PASSA MIA MADRE

Eravamo seduti l'uno accanto all'altro.
Due generazioni a confronto.
Poteva essere mio figlio.
Dall'eloquio , sembra un ragazzo che conosce la vita.
Parlano di Riccione, e lui pur avendo una giovane età conosce tutto.
Come chi carico di esperienza di vita, la offre sinceramente e gratuitamente a chi ne ha bisogno.
Mi dico tra me e me, che questi ragazzi sono molto più grandi della loro età.
Più vissuti.
Almeno più di me di quando avevo la sua di età.
Ma arriva il momento in cui tutto quello che ho pensato di buono , crolla in un attimo.
Come un bellissimo castello ma, fatto di carta.
Arriva il momento di pagare e allora chiede se sua madre è già passata.
Gli rispondono di no.
Allora senza scomporsi, si alza e dice che passa mia madre per pagare.
D'un tratto l'uomo vissuto, alla bisogna e alla convenienza, è tornato , da paraculo, un ragazzo.
Purtroppo mia madre non c'è più, io non ho potuto dire la stessa cosa, ed ho pagato di tasca mia.
Ma se mia madre ci fosse stata e fosse passata, più che pagare , mi avrebbe riempito di scoppole, perché sicuramente avrebbe trovato qualcosa che non avevo fatto e me l'avrebbe fatta pagare , per essere lì a bighellonare.
Bei tempi , ora hanno tutto e non sanno il sapore della conquista.

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