lunedì 11 luglio 2016

ASILO DEL BENESSERE

Io non ho mai frequentato l’asilo da piccolo.
Ho fatto direttamente la primina, per poi passare l’anno dopo in seconda.
Non ho mai saputo il perché di questa scelta dei miei genitori.
Se era una cosa usuale ai miei tempi nel luogo mio di nascita oppure se si è trattato di uno dei tanti trattamenti bizzarri che , i miei genitori mi hanno dedicato.
Non ho neanche potuto chiedere ai miei fratelli più grandi di me, in quanto con loro non c’è mai stato , e tutt’ora non c’è , un rapporto di comunicazione e di scambio.
Pertanto le dinamiche di un asilo non mi sono note.
Ho assimilato qualcosa quando lo frequentava mia figlia o per esperienze cinematografiche o documentaristiche.
Di solito un bambino che frequenta un asilo, se non è di animo generoso o non gli è stato insegnato ad esserlo, si comporta in modo del tutto istintivo e primitivo.
Le cose che gli vengono spontanee sono quelle di affidarsi ad un gruppo di appartenenza per non rimanere escluso, di far propri i giochi prima che gli altri ne possano entrare in possesso, in quanto non gli è stato ancora insegnato il senso della condivisione.
Purtroppo tutto questo non l’ho vissuto.
Sono stato scaraventato in un mondo già grande.
Un mondo di regole.
Un mondo di punizioni.
Un mondo in cui c’era qualcuno che governava che tutto ciò seguisse correttamente il suo corso.
Ora a quasi cinquant’anni , mi rendo conto che questa esperienza non fatta , è un’esperienza mancata.
Una esperienza che ti impedisce di capire alcune dinamiche di gruppo e rimanerne di conseguenza spiazzato.
Stasera è capitato di nuovo.
C’era organizzata una serata di scambio trattamenti e purtroppo eravamo di numeri dispari, oltre che tutti adulti.
Ma anziché condividere tutti il problema venutosi a creare, e, cercare una soluzione per non danneggiare nessuno e cercare tutti di lavorare, come in un asilo, ognuno in modo istintivo e primitivo si è preoccupato di assicurarsi il compagno di trattamento, trascurando chi rimanevo escluso.
Sono rimasto smarrito, anche se questi comportamenti da circa due anni , non sono inconsueti.
Avrei potuto fare anch’io lo stesso, visto che l’ultimo era una persona di età anziana che , tardava ad arrivare.
Ma mi sono ricordato che lo scorso anno , senza che me ne rendessi conto, quel signore , rimase da solo e fu costretto ad andarsene.
Allora visto che nessuno lasciava il proprio trofeo per cercare di risolvere il problema, non avendo fatto l’asilo ma la primina , mi sono autoescluso e sono andato via io.
Ovviamente furibondo e non con il cuor contento.
Ma quando hai a che fare con questi adulti bambini, forse non puoi fare altrimenti.
Li ho lasciati nel loro asilo del benessere.
Poi mentre cercavo di prendere un treno per ritornare a casa, in quanto quando una serata va storta continua ad andare causa ritardi assurdi, mi è venuta in mente una frase.
Una frase che mi è stata consegnata in un attestato ad un seminario dal Maestro Masunaga.
Il quale ha scritto “Lo shiatsu è un contatto emozionale fra le persone, uno scambio di sentimenti”.
Ovviamente il maestro , e quanto meno io , non intendeva ciò che è avvenuto stasera.
Però se le cose avvengono, servono per farti riflettere.
E se non puoi pensare di cambiare la testa di tutti questi adulti d’asilo, devi fare una sola cosa.
Farti da parte e chiamarti fuori.

Perché sei tu l’elemento fuori luogo , non loro.  

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