Questa è la domanda fattami da una donna.
Non una donna qualsiasi, ma da una donna che mi illuminava la vita e che forse da stasera ritorna al buio.
La domanda è semplice ma la risposta può cadere in vittimismo, soprattutto se la ricavi dal tuo vissuto .
Be io mi ritengo una bella e brava persona, perfettibile di sicuro e non perfetta di certo.
Ho le mie caratteristiche, anche negative.
Chi non le ha.
Ma il bello o il brutto che anche se tu sai quello che sei, quello che conta è come sei per l'altro.
Per come l'altro ti vede o ti vuole vedere.
Ma alle domande occorre rispondere, sopratutto quando chi te le fa non è una persona qualsiasi.
Per cui rispondiamo.
La risposta è no.
No, non perché io non ami me stesso.
Io sono stato in grado di rimettermi in piedi tante volte nella vita.
Anche quando c'era chi ti voleva sempre far cadere giù.
Ho avuto il coraggio di affrontarmi.
Di guardarmi in faccia e dirmi, mi spiace ma così non vai bene, non vai da nessuna parte.
Per cui mi sono analizzato, non da solo naturalmente.
Mi sono messo in discussione .
Ma la vita è sempre li in agguato.
Come un alluvione a portarti via e a distrugge ciò che hai cercato di costruire.
Per carità nessuna colpa ad altri.
La macrobiotica insegna che noi siamo il risultato delle nostre azioni, gli altri sono solo un mezzo che mettono in rilievo i tuoi errori, anzi comportamenti.
Io ho fallito.
Ho fallito come uomo.
Ho fallito come marito.
Ho fallito come figlio.
Ho fallito come padre.
Ho fallito come amante.
Ho fallito come amico.
Come posso amare uno cosi.
Con tutto il bene che gli voglio, non posso proprio.
E se questa domanda te la fa una donna per te non indifferente, hai fallito ancora una volta.
No Giuseppe, non ti amo.
È tutta una vita che mi fai soffrire.
Mi dispiace, ma non posso perdonartelo.
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