martedì 19 maggio 2015

LA VALANGA

È quella che ho visto sabato sera in un film .
Affascinate , imponente , bella.
La pensavano così anche gli attori del film che, mangiando su una terrazza di uno chalet di montagna , la ammiravano rapiti.
La riprendevano con i telefonini, quasi come fosse uno spettacolo organizzato dalla struttura che li ospitava per allietarli.
Nessuno scappava.
Forse sicuri della protezione del luogo in cui si trovavano che , se costruito in montagna , in quel posto, dove anche le valanghe arrivano , l'affidabilità era certa.
E invece no.
La valanga dirompe, non conosce argini.
Quando si mette in moto, acquista velocità e potenza, passo dopo passo, fino a travolgerti.
Allora non occorre che scappare, fuggire da questa forza bella, naturale , spontanea ma che può farti molto male .
Di fronte ad una valanga si scoprono anche i più bassi istinti umani .
Chi pensa solo a salvare se stesso dimenticandosi di chi sta con lui, chi pensa a chi gli sta accanto e che vuole bene e con un abbraccio cerca disperatamente di creare un argine in più .
È una esperienza che comunque ti segna, in qualunque modo tu ne esca.
Certo a ben pensare la valanga pur nella sua bellezza , una sua origine ha.
Quando c'è una valanga c'è sempre troppo un accumulo di forze ed energie inespresse, che nel suo manifestarsi non può che esplodere e travolgere gli altri .
Bisognerebbe agire preventivamente ma anche le valanghe hanno un loro passato che le fa diventare ed essere quelle che sono .
Proprio come me.
Una valanga umana che , carica dei suoi bisogni, travolge tutti.
Nel mio caso solo a farli scappare non di certo ucciderli.
Ma a differenza della valanga che quando finisce ne resta solo il tragico ricordo , nel mio caso io non sono un ricordo ma un presente continuo .
Una valanga umana pronta ad esplodere ed invadere tutti in qualsiasi momento .
Ed allora non resta che starci lontano o a distanza di sicurezza.

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