sabato 30 dicembre 2017

LA SOVRATTASSA

Gli recapitarono dal comune una sovrattassa per i rifiuti.
Non capiva, aveva pagato tutto regolarmente.
Occorreva controllare le ricevute.
Ma prima di controllarle dovette cercarle.
Rovistò dappertutto.
Cassetti, armadi, scatoloni.
Ma niente.
Poi vide una scatola di biscotti.
Quelle di latta, quelle che contenevano i biscotti danesi pieni di burro e zenzero che gli avevano regalato al supermercato per Natale.
E allora capì dove potevano essere le ricevute.
Si scaraventò sulla scatola e l’aprì.
Le ricevute erano tutte lì, comprese quelle pagate per i rifiuti.
Si fece calma, per non farsi prendere dal panico.
Le mise in ordine e le controllò.
Tutte pagate.
Allora perché questa sovrattassa?
Si recò in comune, recando con se le ricevute.
Attese un’ora prima che arrivasse il suo turno.
Si sedette dinanzi al responsabile dei tributi e chiese spiegazioni.
Sicuramente è un errore, disse, qui ci sono le ricevute di quanto pagato.
Il responsabile con un gesto paterno, si tolse gli occhiali, lo guardò negli occhi e gli spiegò tutto.
Le tasse pagate erano relative ai suoi rifiuti.
Ma lui aveva dimenticato di essere stato rifiutato dai figli, dalla famiglia, da chi prima frequentava.
Per cui era diventato lui stesso un rifiuto.
Per questo gli avevano comminato la sovrattassa.
Capì.
Ringraziò.
Mestamente andò in posta e pagò tutto.
L’anno prossimo cambierà tutto, a cominciare da questa nuova tassa da mettere in conto.

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