lunedì 25 dicembre 2017

I PROVINCIALI

Se ieri avessi ascoltato il mio cuore anziché la mia testa , avrei agito diversamente.
Ma se non l’avessi fatto , non avrei avuto l’opportunità di apprendere.
Ero in giro nel paese in cui abito.
Scegliendolo a quello in cui sono residente per adozione.
Non so perché lo abbia fatto.
Se per pigrizia o per trovare qualcosa, che  poi non c’era.
Forse un po’ di calore per portar tepore al mio raggelato cuore.
Chissà.
Sta di fatto , che purtroppo o fortunatamente, ho assistito a cose che era meglio rimanessero nascoste ai miei occhi.
Camminando ho visto gente che quotidianamente incontro in altri luoghi, cercando di avvicinarmi per poter fargli i miei auguri.
O forse ero io che avevo bisogno dei loro.
Mah.
Queste persone, anziché avvicinarsi si sono tenute a debita distanza, vuoi dietro una vetrina , vuoi evitando il contatto.
Dei veri ipocriti provinciali.
Stupito di ciò a malincuore torno indietro per far ritorno a casa.
E qui arriva il colpo di grazia.
Incrocio mia figlia con le sue amiche.
Anziché salutarmi, volta la faccia e assume un sorriso come per prendere distanza da quella visione inopportuna.
Non è colpa sua , sono stato io a farla crescere in provincia.
E lei a differenza mia che sono cresciuto in città, ne è diventata una perfetta provinciale.
Come i precedenti incontrati prima.
Provinciali ipocriti , senza pietà.
Che quando si accorgono di qualcuno in affanno , anziché soccorrerlo, alzano lo stivale e affondano il loro calcio per farlo sprofondare ancor di più.
Con la stessa energia con cui ti sono accanto , quando per loro sei una persona da ammirare.

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