“Dare tutto, chiedere tutto”, è il mantra di un allenatore di calcio famoso e vincente.
Questo lo puoi fare ed ottenere solo quando si condivide lo stesso obiettivo.
Nel caso del calcio, vincere una competizione oppure anche perderla ma sapendo di avere fatto il massimo possibile, non avere rimpianti.
Questo vale anche nei rapporti personali, ad esempio sul lavoro, quando quotidianamente ti confronti con il tuo capo, osservando come lei o lui, danno tutto quello che possono, senza lesinare impegno e professionalità, per cui tu non puoi fare di meno, anche se sia impossibile essere allo stesso livello, ma certamente non può mancarti lo stesso atteggiamento, sarebbero inaccettabile.
Questo dovrebbe valere anche in un rapporto di coppia, ma purtroppo, spesso, non è così.
Si fa l’errore di supporre di avere comunanza di obiettivi, che invece nei fatti, si dimostra assente.
Allora iniziano i problemi.
Problemi che, quotidianamente, anziché risolversi, si ampliano.
Si avvicina l’inizio della fine.
La magia iniziale viene svelata nella sua cruda verità.
Si può amare una persona da morire, volerle un bene dell’anima, sentirne la mancanza e sentirsi dimezzato.
Ma questo non basta, non serve, non ha valore.
Allora si capisce che non si può amare chi non ti ama, chi non vuole amarti, chi non è capace di amare, chi non ha lo stesso tuo trasporto.
Amare vuol dire condivisione, complicità, intimità, confronto, rispetto reciproco, trasparenza,affrontare i problemi per trovare una soluzione in comune e tant’altro.
Ma quanto questo manca, puoi anche “Dare tutto” quello che vuoi, ma purtroppo non potrai “Chiedere tutto”, perché non otterrai nulla.
Devi solo uscire da questa illusione, soffrendo, con la consapevolezza che ti eri sbagliato.
Anche se quello sbaglio lo hai fatto per amore, perché ci credevi.
Ma bisogna essere in due, a fare questo,non si può ballare il liscio da soli.
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