Stamane, per la prima volta in vita mia, credo di aver assaporato l’opportunità di essere in ferie.
Di solito programmo tutto.
Ma complice il vuoto in cui navigo, da programmare non avevo nulla.
Nulla che valesse la pena di svegliarsi anzitempo.
In più stamattina pur potendo dormire, ad un certo punto mi son svegliato senza più riprendere sonno.
Attendendo che la sveglia suonasse.
Ma il sonno era ancora tanto, per cui me ne sono rimasto a letto, a recuperare quel sonno non permesso.
Alzandomi tardi, non per noia, ma perché ho ascoltato il mio corpo che, ne aveva bisogno.
Alla fine mi sono preparato ad uscire, già immaginandomi in giro, pedalando con la mia bici.
Ma ahimè, il cielo si è rattristito sino a piangere senza freni.
Per cui niente bici ma piedi.
Per me non dovrebbe essere un problema, considerato che cammino molto.
Invece no.
Quei passi diventano uno dopo l’altro sempre più pesanti.
Come chi è costretto a camminare su un terreno che non vuole.
Un terreno duro, plumbeo , senza piacere a camminarci sopra.
Non so se sia stato frutto dell’uso continuativo della bici oppure frutto della pesantezza dei miei pensieri che, necessitavano di qualcosa di più ammortizzante per potersi disperdere dai grovigli in cui si sono persi e rintanati.
Ma nulla.
I pensieri sono rimasti lì e i passi si sono fatti sempre più pesanti.
Appesantendo qualsiasi azione del mio corpo, qualsiasi mio agire.
Speriamo esca il sole, almeno potrò uscire con la bici, illudendomi di allietare e alleviare per un po’ i miei pensieri rintanati e aggrovigliati chissà dove dentro di me.
giovedì 12 luglio 2018
PASSI PESANTI
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