Da “commuter” come dicono gli inglesi, passi una vita di abitudini, che quando vengono meno ti fanno sentire smarrito.
Proprio come stamattina, con treno arrivato in ritardo per poi prendere la metro ad un orario insolito, inusuale.
Non vedi le solite facce, quelle che ti fanno compagnia, se pur estranee a te stesso, durante il viaggio.
Invece proprio grazie all’insolito, all’inusuale , oggi ho avuto modo di osservare un qualcosa di bello.
Due donne.
Donne dell’est.
Donne che vivono , e sono costrette a vivere, in luogo che non è la loro terra.
Ma queste due donne, a differenza di tutti noi altri viaggiatori erano quelle che sembravano più felici, più allegre , più serene.
Non potevo non guardarle, ne ero ammirato.
Erano donne della mia età, ma donne piene di vita.
Quell’energia che ti viene da dentro e che si manifesta oltre che dagli occhi, anche nel modo in cui ti vesti.
Sembravano due ragazzine, una in minigonna con calza chiara e calzettoni, e l’altra con un pantalone con i fori.
Belle, più che esteticamente, o oltre che esteticamente, erano belle loro, come persone.
Non c’era nessun richiamo sessuale, ma puro piacere di guardarle.
Guardare quel loro sentirsi vive, tra noi pendolari viaggiatori, a volte , e un po’ spesso , con la tristezza o il niente dentro.
Nessun commento:
Posta un commento