domenica 16 agosto 2015

LA MANCANZA

Ieri la mia donna mi ha lasciato .
Ha usato un pretesto per farla finita o forse era già finita o mai iniziata.
Forse era tutto nella mia testa e nel mio cuore .
Chi lo sa.
Come capita in questi casi, avverti subito la mancanza .
La mancanza del suo saluto allegro .
La mancanza dei suoi occhi sorridenti che non rivedrai mai più o non sorrideranno più per te.
La mancanza della sua voce mista delle sue origini e del luogo in cui abita ora.
La mancanza dei suoi abbracci.
La mancanza delle sue sfuriate immotivate , ma erano belle comunque .
Ma la mancanza più forte non è quella del cuore , quella della testa , quella degli occhi.
Chi più sente la mancanza di lei, è la mia mano .
Mano che la accarezzava.
Mano che gli toccava i capelli .
Ma quella a cui manca alla mia mano è prendere la sua e portarla in giro.
Sentire dentro di lei tutta la sua sostanza ed energia .
Sentire un tutt'uno che da lei andava verso me e vice versa.
Non sapevo cosa fare.
La mia mano soffriva e piangeva .
Allora complice il tempo incerto , mi è venuta una idea.
Scendendo dalla macchina ho preso l'ombrello .
Ho fatto afferrare l'ombrello alla mia mano sofferente .
Lo so che non è lo stesso ma doveva afferrare.
Afferrare qualcosa di diverso, per abituarsi alla realtà .
All'assenza della mano che ha amato.

Nessun commento:

Posta un commento