venerdì 15 gennaio 2021

CELLOPHANE

Non ne ho mai capito il perché.

Ne chi dei miei genitori avesse imposto quella scelta.

Mi sembrava assurda e senza senso.

Un non godersi le cose, per paura di sciuparle.

Sono cresciuto con la voglia di viverle.

Ma fino a che non abbiamo cambiato casa, non mi è stato concesso.

Ne a me, ne a nessun altro della famiglia, compresi i miei genitori.

Mi ci sono voluti quasi 18 anni.

Ma alla fine ci sono riuscito.

Finalmente il cellophane dalle poltrone della camera da letto dei miei, fu tolto.

Finalmente potevo toccare quel tessuto, accarezzarlo, sentirne le trame.

Ma quella mia attesa, una volta terminata, si è rivelata quasi una delusione.

Forse perché ormai, mi ero abituato al cellophane.

Sono cresciuto con lui.

Ho trascorso tutta la mia infanzia, la mia adolescenza, fino a diventare un ometto.

Toccare quelle poltrone, senza di esso, mi sembrava come toccare qualcosa di nudo, non consono al tocco umano.

Ho ripensato a questo, usando il mio Iphone, anzi nel non usarlo.

Come i miei genitori, ho paura di sciuparlo, ho timore che la batteria si esaurisca presto, e che quindi occorre caricarlo spesso, con conseguente calo di prestazione.

Non riesco a godermelo, come i miei genitori non si sono goduti le poltrone della loro camera da letto.

Non so perché lo avessero fatto.

Ma io so perché faccio questo con il mio Iphone.

Perché sono il loro figlio.


CELLOPHANE


I never understood why.

Nor which of my parents had imposed that choice.

It seemed absurd and senseless to me.

Not to enjoy things, for fear of wasting them.

I grew up wanting to enjoy them.

But until we moved house, I wasn't allowed to.

Not me, not anyone else in the family, including my parents.

It took me almost 18 years.

But I finally succeeded.

Finally the cellophane from the armchairs in my parents' bedroom was removed.

At last I could touch that fabric, caress it, feel its textures.

But that wait of mine, once it was over, turned out to be almost a disappointment.

Perhaps because by now, I was used to cellophane.

I grew up with it.

I spent my entire childhood, my adolescence, until I became a little man.

Touching those armchairs, without it, seemed to me like touching something naked, unfit for human touch.

I thought about this again, using my Iphone, or rather not using it.

Like my parents, I'm afraid of wasting it, I'm afraid that the battery will soon run out, and that it will need to be charged often, resulting in a drop in performance.

I can't enjoy it, like my parents didn't enjoy their bedroom armchairs.

I don't know why they did.

But I do know why I do this with my iPhone.

Because I am their son.


Translated with DeepL


Nessun commento:

Posta un commento