Ieri finito di pranzare, forse la cosa migliore da fare era uscire ed andare a passeggio da qualche parte.
Ma vuoi l’incomunicabilità che regna tra me e mia figlia.
Vuoi perché i luoghi possibili che ognuno di noi proponeva, erano luoghi ormai noti.
Luoghi che recavano con se più il ricordo di un disagio che un piacere nel frequentarli, principalmente da parte mia.
Alla fine abbiamo fatto la scelta più pratica, per permetterci di stare insieme evitando il disagio del silenzio.
Siamo andati al cinema.
Cinema, che qualunque sia quello scelto, comporta comunque un viaggio per raggiungerlo, non avendone nessuno nel luogo in cui viviamo.
Sistematicamente come sempre accade, usciamo di casa sempre all’ultimo momento, sia che cerchiamo di evitarlo sia che non ci riusciamo.
Per cui diventa una corsa contro il tempo per arrivare in orario, trovare parcheggio ed entrare in sala prima che inizi il film.
Sistematicamente, però, riusciamo ad arrivare in tempo.
Ma ieri è accaduto un imprevisto.
Il film che solitamente inizia allo stesso orario , iniziava mezz’ora più tardi, ed eravamo arrivati con dieci minuti di anticipo.
Entrambi eravamo convinti del contrario.
Ma ormai eravamo li, in un paese sulla Via Emilia , lontano da tutto e poco da offrire.
Uno di quei soliti paesi che oltre alla via principale , che corrisponde a quella automobilistica, sembra non offrire nulla.
Ma avevamo più di mezz’ora da attendere.
Non avevamo alternative .
O restavamo li fuori , inutilmente ad aspettare oppure ci avventuravamo all’interno del paese, consci di trovare poco o nulla.
Abbiamo scelto di avventurarci.
Passeggiare senza nessuna pretesa ne speranza, per le strade percorribili, con l’unico obiettivo di far trascorrere il tempo.
Passeggiare con casualità, alla scoperta di chissà che cosa, senza luoghi di riferimento se non quelli per ricordarsi come ritornare al cinema.
Passeggiando abbiamo scoperto un mondo che non pensavamo esistesse.
C’erano piazze, fontane, panchine su cui sedersi e riposare, luoghi adibiti a praticare sport all’aperto tenuti e conservati con il massimo rispetto.
Abbiamo scoperto che esistono tantissimi Bar , non solo quelli che credevamo fossero gli unici.
Bar di tipologie e clientela differente ma, pieni di vita da voler vivere.
Una vita che sembra senza pretese se non il piacere di stare insieme agli altri.
Quella che si definisce comunità.
Abbiamo scoperto l’esistenza di altra pizzeria, di un altro negozio di bici , di negozi tipici locali , di un parco dove poter passeggiare lontani dal fastidio automobilistico.
Abbiamo scoperto che in questo paese ci si prende cura di se stessi, trovando la pubblicità in pieno centro di uno studio di trattamenti Shiatsu , con la stessa semplicità e genuinità che si usa nel pubblicizzare un panettiere o una parrucchiera.
Abbiamo scoperto che quel paese è tutt’altro di quello che pensavamo.
Tutto questo grazie all’inizio del film in un orario diverso.
Tutto questo grazie alla voglia di conoscere , grazie alla curiosità.
Come sempre nella vita, ci fermiamo , non all’apparenza ma, a quello strato di conoscenza che sembra definire il tutto.
Ma lo strato principale non è il tutto, è solo quello consolidato, quello con cui si ha il primo contatto.
Quello strato che ci da la presunzione di definire tutto, senza approfondire oltre.
Non perché non vogliamo per pigrizia, ma perché pensiamo erroneamente che non ci sia nulla da approfondire.
Ma ieri , fortunatamente , sono stato smentito.
Quel luogo non sarà più solo un luogo lontano dove c’è una sala cinematografica che proietta film d’essai che altri , per motivi commerciali , non hanno il coraggio di proiettare.
Quel luogo da ieri è un luogo dove poter decidere di andare a fare una bella passeggiata , andare in un bar a prendere un caffè o altro, sedersi a parlare su una panchina di fronte ad una fontana.
Quel luogo è diventato una opportunità per il futuro, una alternativa.
Quel luogo ha tanto altro da offrire, altro fatto di cose semplici e genuine.
Chissà che rivoluzione sarebbe, se facessimo così anche con le persone , senza fermarci di fronte a quello strato che ci torna comodo per definirle e rapportarci , stabilendone i limiti e i confini relazionali.
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