mercoledì 15 febbraio 2017

GRUPPO

Far parte di un gruppo ha i suoi pregi e i suoi difetti. Ha il pregio di avere chi ti sostiene, ti protegge e ti difende. Ha il pregio di condividere gli stessi interessi. Ha il difetto che devi sottostare alle regole del gruppo, regole non scritte ma che si creano automaticamente durante la vita del gruppo. Ha il difetto che un gruppo deve avere dei leader che ne indirizzano il comportamento. In un gruppo non sei libero, devi muoverti secondo gli schemi. Io ho preso atto di non essere un tipo da gruppo. Ho una indole troppo anarchica, uno spirito schietto, una spiccata curiosità che mi fa avvicinare tutti, indistintamente da gruppi di appartenenza. Pensandoci bene , rielaborando il mio passato forse c’è anche un perché. Io nella mia vita che mi ha formato in quel che io ora sono, sono sempre stato escluso da gruppi. Escluso dal gruppo fratelli perché la mia venuta aveva ridistribuito i privilegi delle attenzioni genitoriali e, questo non è stato accettato dal gruppo fratelli, escludendomi dappertutto ,ad iniziare dalla stanza da letto. Escluso dal gruppo cugini, perché ero troppo piccolo per farne parte ma anche perché non avevo chi poteva facilitarmi l’ingresso, in quanto erano gli stessi che mi escludevano dal gruppo fratelli. Nella mia infanzia gruppo voleva anche dire , in una città come Napoli, appartenenza ad un clan camorristico. Pertanto sono cresciuto e tutt’ora vivo con la difficoltà di vivere la vita di gruppo. Non ci sono abituato. Ne rifuggo perché forse ne sono sempre stato cacciato o ne ho avuto timore. Ho fatto crescere piuttosto l’indipendenza e la libertà di frequentare chi ne ho voglia. Ma mi accorgo che le persone come me , almeno che non siano forti e importanti, pagano a caro prezzo non far parte di un gruppo, non capirne le dinamiche , non accettarle. Rimani escluso tra gli esclusi. Emarginato tra gli emarginati. Ma ormai non è possibile tornare indietro. Sono ciò che sono. Che mi piaccia o no, che piaccia o no. Non sopporto neanche i gruppi su Whatsapp. L’unico gruppo a cui appartengo e non posso abbandonare, è il mio gruppo sanguigno. Che tra l’altro neanche ricordo. Sarà una amnesia freudiana per la mia riluttanza al concetto di gruppo ?

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