Mammà, mia madre, ovvero l’esempio vivente di cosa sia il processo di Assimilazione , Conversione e Integrazione.
Queste tre parole magiche ma semplici come è lo Shiatsu di Shizuto Masunaga, stanno ad identificare le funzioni dell’elemento Fuoco posto come 3° stato del ciclo di vita del Bisogno dell’uomo o detto ciclo dell’Ameba.
Ma io non sono un insegnante di Shiatsu , ma semplicemente un allievo che ha terminato i corsi di studi e che ancora deve studiare tanto, come quotidianamente fanno tutti i miei Maestri.
Inizialmente tutte queste parole , pur nella loro semplicità, erano di difficile mutualità nell’uso quotidiano, pur descrivendo in maniera semplice ciò che è la loro funzione.
Dove semplice non sta per banale , ma semplice perché qualcuno ha permesso di renderne semplice la comprensione , risolvendone la complessità , come dicevano gli antichi greci.
Nel mio casi la complessità mi è stata risolta dai miei insegnanti e grazie a loro ho potuto mutuare tali parole con il mio quotidiano, passato, presente e chissà futuro.
Ma torniamo al titolo.
Cosa c’entra mia madre in tutto questo ?
In realtà c’entra perfettamente e solo ieri mi si è fatto tesoro.
Leggendo le pagine dell’attuale libro in mio uso, il narratore parla di sua madre , riferendosi ai suoi ricordi da bambino che, in adolescenza erano da rinnegare ma, crescendo ne capisci e apprezzi il valore educativo.
Mia Madre sin da piccolo, con me , come con gli altri suoi figli, ha adottato un atteggiamento educativo che vivendolo può sembrare assurdo e terrorizzante.
Ma diventando adulto , ritornando con la memoria a quelle esperienze, capisci che quelle esperienze ti hanno permesso di essere quello che sei , forgiando il tuo essere.
Ovviamente nel bene e nel non bene , come in tutto.
Già in passato mi era capitato di voler parlare di queste mie esperienze ma, gli altri personaggi co-protagonisti, percepivano le mie parole come fosse una critica a mia madre.
Tutt’altro.
Ecco alcune delle cose di mia madre.
Premessa , mia madre doveva gestire tre figli , un marito e per periodi diversi anche suocera da badare.
In più a lavorare era solo mio padre e lei era l’economista di famiglia.
Mia madre era una persona dallo spirito democratico, ti chiedeva sempre cosa preferivi mangiare, ad esempio se la carne o il pesce, a patto però che tu scegliessi cosa lei aveva già comprato, altrimenti nascevano i problemi e doveva mediare per convincerti.
Ovviamente io sceglievo sempre ciò che non aveva acquistato e già cucinato.
Mia madre pretendeva che l’aiutassimo a fare la spesa e, io in particolare ero l’invidia di tutte le altre madri, perché facevo la spesa ricordando tutto a memoria.
Ma le altri madri non sapevano come si fosse creata quella memoria, come l’avevo assimilata.
Un giorno , avevo dieci anni circa, mi mandò a comprare la carne, spiegandomi perfettamente cosa comprare e io , conoscendo le conseguenze , rispettai le consegne alla lettera.
Ahimè , non ero un esperto in carne, per cui non potevo sapere se la carne da me chiesta fosse quella venduta, ma mia madre si, per cui giù botte per la fregatura presa.
Ma quelle botte in me sono state convertite per il futuro di spese da fare, ad avere un controllo e una memoria di ferro.
Chissà cosa avrei combinato se anziché botte , ci saremmo fatte due risate, sì ma poi.
Mia madre era una persona che ai miei occhi di bambino , sembrava cucinasse poche cose rispetto alle mie zie e inoltre , mia madre aveva inventato il calendario culinario settimanale.
Noi tutti già sapevamo cosa mangiavamo ogni giorno e le varianti previste.
Anelando il giorno della variante a me gradita e odiando l’altra.
La domenica non si scappava, o Ragù , alla napoletana, o la Genovese.
I dolci solo uno , il Ciambellone.
Però quelle che a me sembravano poche cose, quando ho iniziato a vivere dal solo, sono state un tesoro.
Ho scoperto che in realtà non erano poche e se tu assimilavi e integravi tutto, con un po' di fantasia e abilità convertivi in nuove pietanze.
Quello è stato il regalo più bello di mia madre, la sua eredità.
Mi ha salvato da un disastro economico e salutistico.
Ho iniziato a cucinare , ricordandomi ciò che lei faceva , grazie alla memoria che lei mi aveva forgiato.
Certo, non erano fantastiche come quelle che cucinava lei e , che solo dopo ho capito quanto erano buone , quando non le hai più.
Ma grazie a lei mi sono dedicato alla cucina e sono andato oltre , dove lei non poteva andare , visto tutti gli impegni che aveva.
Se oggi cucino è grazie a lei , a quel suo non fatto che ha fatto crescere in me la voglia di fare.
Ovviamente uso anch’io il calendario gastronomico, eccetto il sabato e la domenica.
Mia madre mi ha fatto capire che se hai una cosa e non la usi , allora bisogna darla a chi può usarla.
Mi era stato regalato un modellino di una 500, blu non posso dimenticarlo.
Io per non sciuparla , la tenevo come una reliquia.
Ma lei aveva capito che in realtà non era un gioco che mi appassionava, per cui un giorno tornando a casa da scuola , scopro che non c’è più, l’aveva regalata al figlio della vicina, che lui a differenza mia ci giocava eccome.
Rimasi impietrito, ma da allora ho imparato a scegliere ciò che mi serve, o meglio cerco ancora di migliorare.
Questa era mia madre, anche altro ma non finirei più di scrivere, ci vorrebbero tre volumi come 50 sfumature di….
Mia madre è stata la mia prima insegnante Shiatsu Metodo Masunaga.
Ma l’ho scoperto solo ora , a percorso di studio completato.
Si vede che lo Shiatsu ce l’ho nel sangue.
Sangue di Mammà.
martedì 27 marzo 2018
MAMMÀ
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