Ho sempre avuto la convinzione che per chi scrive, l’oggetto usato per farlo fa la differenza.
Mi sono accorto che scrivere in diverse modalità risulta molto differente da quella più congeniale.
Come se usando un mezzo diverso ci fosse un percorso più tortuoso tra il cervello che elabora e la mano che permette di scrivere.
La fluidità viene meno, forse perché rispetto allo strumento più congeniale, bisogna fare più fatica o non si è abituati.
Io ho sempre usato l’Iphone4, con cui riuscivo a riportare in modalità immediata i miei pensieri in forma scritta.
Poi con il cambio dell’iphone e il susseguirsi dei sistemi operativi aggiornati, che ne hanno danneggiato le performance, me lo hanno fatto abbandonare, avendone paura ad usarlo, in luogo di altri strumenti.
Carta, computer, biro, matita.
Ma non è la stessa cosa.
Fino ad oggi pensavo fosse un mio limite, ma leggendo il libro, di un vero scrittore che io non sono, ho capito che non è così.
Nel libro, questo scrittore, Manuel Vilas, affronta questo argomento e scrive le stesse cose di cui io ho convinzione.
E’ bello ritrovare scritto, da chi ne ha titolo per farlo, le tue stesse ipotesi.
Non sarò di sicuro uno scrittore e forse mai lo sarò.
Ma come loro, sto accorgendomi degli stessi problemi.
Sono sulla buona strada.
Dove mi porterà chi lo sa.
L’importante è muoversi, camminare, con l’aiuto della scrittura.
giovedì 20 giugno 2019
SCRITTURA
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