Oggi la giornata non è iniziata nel verso giusto.
Gli effetti destabilizzanti di questi cambi regole in diversi giorni, e da organi di stato differenti, iniziano a produrre i loro effetti.
Il sonno non è più quello di prima, un sonno rassegnato e privo di turbamenti, quindi un sonno tranquillo.
Ma da Sabato notte non è più così, il disagio interiore si è fatto spazio in quell’equilibrio di precaria tranquillità creatasi.
Tutto è diventato uno stress, ed in alcuni casi anche un possibile reato.
Stamattina è iniziata così, complice anche il vento che batteva sulle tapparelle, come a divertirsi a svegliarti di continuo.
L’umore non è più quello dei giorni scorsi, ti senti perseguitato e impedito.
Tutta la mattinata è continuata nello stesso stato emozionale.
Poi in pausa pranzo ho dovuto commettere un reato, trafelato, sono andato da mia figlia per dargli le mascherine fatte dalla mia sarta.
Per fortuna non ho incontrato nessun esponente dell’ordine pubblico, in quanto ritengo di essermi allontanato 50 metri oltre il perimetro consentito.
Ritornato, mi sono riportato nella zona di sicurezza prevista per legge, passeggiando lungo il parcheggio della stazione.
Come di solito fanno i cani accompagnati dai padroni per espletare le proprie funzioni organiche.
Ma volevo anche leggere, come facevo in pausa pranzo fino al 20 Febbraio scorso, seduto al tavolo di un bar, dopo aver bevuto un caffè.
Per cui sono tornato a casa, e ho deciso di finire la pausa pranzo, leggendo un po'.
Non mi sono spogliato, eccetto le scarpe, e mi sono messo in balcone.
Illudendomi di essere fuori all’aperto.
Ho preso lo smartphone e ho aperto il mio libro in versione digitale.
E sì, in questo periodo occorre fare di necessità virtù.
Quello che prima era visto come qualcosa di inaccettabile, ora diventa di aiuto e di conforto.
E’ un libro di Jumpha Lahiri, dove narra la sua esperienza nel decidere di voler imparare a parlare e scrivere in lingua Italiana.
In tutto ho letto una decina di pagine, ma avrei potuto tirare dritto fino alla fine, se non fosse che dovevo tornare al lavoro.
Non ci crederete ma quelle pagine lette mi hanno dato ossigeno.
Mi hanno permesso di viaggiare in un altro mondo, senza che lo cercassi o me ne accorgessi, in un mondo colorato, ricco di natura, di persone e di luce.
Una passeggiata in un bosco, insieme a tanti altri, osservandoli vivere.
Tutto questo stando chiuso in casa, come richiedono la legge nazionale e ancor di più quella regionale.
Fantastico.
Il libro ovviamente.
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