Quel che una volta mi veniva facile e spontaneo, scrivere, ora non lo è più.
Il mio cervello avendo perso il suo equilibrio, sta ancora lavorando per adattarsi.
E non è facile, perché quello che valeva ieri, oggi non vale più, e domani chissà.
Di sicuro la mia vita, come per tutti, è cambiata.
Prima ero sempre in bici, ora solo a piedi.
Prima il caffè sempre al bar, ora solo con la moka, anche se i bar sono aperti, chi si fida più.
Prima eri solo tra la gente, ora sei solo nel nulla.
Ti rendi conto che il tuo organismo non riesce a tonificarsi.
Il sospetto è sempre in agguato.
Chiunque si incontri, si evita.
Una situazione difficile da descrivere e da spiegare.
C’è un’assenza di vita.
Per di più abitando da solo, è ancor peggiore.
Sperando che nulla accada, oltre quello che sta già accadendo.
Certo, ne guadagno in sonno, dormendo un po' di più.
Ma stranamente da Sabato notte, l’equilibrio trovato, si è spezzato.
Il passaggio da Rosso ad Arancione mi ha destabilizzato.
Per cui neanche il sonno è piacevole come prima.
Non so come finirà.
Non so come ne usciremo.
Non so neanche perché sto scrivendo, forse per sentirmi vivo, per dirmi che esisto.
Per di più domani ricorre il mio compleanno.
Ma per fortuna, in questo caso, il covid-19, non ha colpe.
Da anni, non importa a nessuno.
Però almeno posso ingannarmi, dicendomi che è andata così per il coronavirus.
E poi, non tutti hanno questo privilegio.
Un compleanno ai tempi del coronavirus, un compleanno storico, una data da ricordarsi e tatuarsi sulla pelle.
In effetti un astrologo aveva detto che questo era l’anno dei pesci.
Sarebbe stato un anno indimenticabile, in cui non occorreva più chiedere nulla perché tutto ci sarebbe stato dato.
E’ andata così, infatti.
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