Ero convinto di essere, ormai, abituato.
Avendola già vissuta, dal primo giorno in cui è scoppiato tutto.
O meglio da quando si è preso consapevolezza del tutto, in quanto i dati dimostrano che era iniziato ben da prima.
La prima esperienza è stato uno spaesamento.
Un vedersi escluso dal mondo.
Confinato tra chi, come te, doveva convivere con lo stesso destino.
Dopo un po' ci si è fatta l’abitudine.
Eravamo come animali lasciati allo stato brado.
Liberi di muoversi ma, di non oltrepassare il confine sanitario.
Vivevamo in un nostro mondo a parte, e si era anche creata una spontanea aggregazione umana di sentimenti.
Si passeggiava tranquillamente, potendolo fare.
Si usciva e si rientrava a casa.
Si faceva la fila per entrare al supermercato, che dopo tempo non c’era più, avendo la gente comprato di tutto.
Si andava in farmacia a cercare la mascherine e il disinfettante.
Si andava, dopo giorni, anche in edicola.
Nient’altro.
Poi hanno avuto la bella idea di riaprire tutto, bar e negozi, ma in pochi li frequentavano.
Eravamo abituati al nulla, tutto ci sembrava superfluo e rischioso per la salute nostra.
Poi hanno chiuso tutto, allargando prima una zona e poi l’intero paese.
Qui è cambiato tutto.
La quarantena era per tutti.
Ma a noi che importava, l’avevamo già fatta.
E invece no.
Era ed è diverso.
Quando estendi a tutto, tutto si omologa, nel bene e nel male.
Nel bene e nel male vengono prese contromisure valide per tutti.
Questo ci ha spiazzato.
Ci siamo trovati a non essere più esclusivi, ma esclusi come tutti.
E’ iniziato a farsi strada il panico e l’incoscienza della gente.
Quello che facevi prima, è diventato un reato.
Ti senti un ladro, per fare quattro passi, per permettere di far funzionare, al minimo, il corpo.
Si è persi la tranquillità.
Si vive in agitazione.
Peggio di quando eravamo in piena crisi epidemica locale.
Non capisci il perché.
Perché prima in una situazione ben peggiore, eri più libero di fare quello che il tuo corpo esigeva, ed ora no ?
Anche leggere un libro, fare attività fisica in casa, vedere la tv, è sempre accompagnato da ansia.
E’ terribile.
Certo rispetto a chi sta soffrendo, o addirittura morto, e chi sta lavorando incessantemente, queste parole sembrano una bestialità.
Ma non è così.
In quanto questo vivere con malessere psicologico, abbatte il sistema immunitario, rendendo più permeabile il corpo, a qualsiasi contagio.
Covid-19 o altro.
Nessuno se ne rende conto.
Stiamo pagando questo a causa di incoscienti che sono scappati verso chissà dove, o altri che continuano a comportarsi come nulla stesse accadendo.
Ma noi questo lo abbiamo vissuto già da prima, non siamo degli incoscienti.
Oppure lo eravamo e ci hanno permesso di esserlo senza dircelo.
Subiamo le conseguenze di chi non ha il coraggio di rompere le regole, rispettando regole mondiali sanitarie, che sono palesemente non di aiuto al problema.
Cerchiamo di andare a fondo al problema, di capire perché la gran parte del dolore è in queste parti del paese.
Nessuno se lo chiede, o non vuole chiederselo, perché non è in grado di rispondere.
Tutti sono esperti del virus, ma nessuno che esca dagli studi televisivi, si metta un camice indosso, venga sul territorio, per capire il perché di tutto questo.
Così facendo, la quarantena durerà in eterno.
Passando da una quarantena di giorni , a quella di mesi e poi a quella di anni, e poi a quella eterna, la tomba.
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