sabato 4 aprile 2020

UN UOMO NELLA STORIA

Fino a poco tempo fa, avevo dato poco valore alla mia vita. Facendo un resoconto di tutte le scelte fatte e la conseguente situazione di stallo e di fallimento in cui mi trovo. Ma poi è arrivato lui, il COVID-19. Grazie a lui, grazie alla sua reclusione impostaci, ho avuto modo di scavare nei miei ricordi, nella mia storia da cinquantenne. A ben pensarci, io posso considerarmi un uomo nella storia, un uomo che ha visto e ha vissuto cose, che non tutti hanno avuto la fortuna o la disavventura di vivere. Ho vissuto a soli due anni il primo e unico viaggio sulla luna. Ho vissuto la famosa semifinale Italia Germania 4 a 3. Nel 73, o 74, non mi ricordo più l’anno, ho vissuto il colera a Napoli. Me lo ricordo con gli occhi di un bambino e non con l’ansia di un genitore. Mi ricordo le tante vaccinazioni fatte, così per non sbagliarsi. Quelle in piazza, all’asl, in comune, ma la più bella alla NATO con la pistola. Ho vissuto nel 78 i mondiali in Argentina, con il gol di Bettega contro i padroni di casa. Ho vissuto da spettatore ai colpi di stato in Cile e in Argentina. Ho vissuto il rapimento di Aldo Moro, quando la mattina ci vennero a prendere a scuola per farci tornare a casa, per paura di disordini sociali. Nell’82 ho visto l’Italia batter il Brasile 3 a 2 con 3 goal di Pablito Rossi e ho visto la finale Italia Germania 3 a 1 con cui abbiamo vinto il Mondiale. Due anni prima però ho vissuto il terremoto dell’Irpinia, non posso dimenticarlo, ore 19:38 Altobelli veniva sostituito in Juve Inter (la replica della domenica sera), dopo di che si scatenò il finimondo. Mi son sempre chiesto se con Altobelli in campo se tutto quello fosse comunque successo oppure no. Ho vissuto tutte le scosse da quelle in casa a quelle in Funicolare. Ho vissuto il Bradisismo dei Campi Flegrei, con i palazzi che si piegavano e ritornavano dritti mentre stavi mangiando. Ho visto Rudy Krol, grande calciatore olandese venuto a giocare nel Napoli, che si mise a giocare a pallone con noi in centro a Napoli. Ho visto la presentazione di Diego Armando Maradona allo stadio San Paolo, gremito, ma a pagamento. Ho visto il Napoli vincere lo scudetto per ben due volte, e vincere la Coppa Uefa. Non posso dimenticare il ritorno di Napoli Juve con Goal di Renica al 90mo, ero a Roma a vivere, e le mie urla si sentirono fino a Napoli. Ho vissuto la svalutazione della lira degli anni 90. Ho vissuto le stragi di mafia che hanno ucciso Falcone e Borsellino e le loro scorte. Ho visto arrestare Toto Riina, Provenzano, e Don Rafae ossia Raffaele Cutolo, un camorrista troppo avanti nel tempo. Ho vissuto le brigate rosse e il terrorismo. Ho vissuto la strage di Bologna, ero a Ischia e stavo vedendo in TV Patrizio Oliva che vinceva la medaglia d’oro alle olimpiadi. Ho vissuto la nascita dell’euro. Ho vissuto la nascita di un nuovo secolo. Ho vissuto l’emigrazione dalla mia città senza farci più ritorno, prima Roma e poi Milano ed ora Codogno. Ho vissuto la nascita di mia figlia e l’emozione di essere padre. Ho vissuto l’attacco alle torri gemelle a New York. Ho visto vincere l’Italia la coppa del mondo del 2006. Ho visto l’Inter vincere scudetti e nello stesso anno il Triplete, Ho visto il mio matrimonio andare in frantumi senza poterlo più ricomporre. Ho visto me riadattarmi ad una nuova vita. Ho vissuto le mie esperienze di discipline Giapponesi, che mi hanno aiutato in un periodo difficile e fornirmi gli strumenti per affrontare al meglio la vita. Ho visto anche qualche figa in più, ma non mica tante. Ecco quello che non vedo più è proprio questo, la Figa. E poi ho visto il COVID-19, come i cinesi a Wuhan, recintato a Codogno, con la vita che scorreva intorno e tu non ne facevi più parte, difficile da comprendere se non si è vissuto. Ho vissuto e sto vivendo questo isolamento planetario. Insomma, non ho da lamentarmi, ho vissuto una vita intensa e visto tante cose che hanno segnato la storia. Ma mi sa che la Figa me la potrò scordare, non la rivedrò mai più.

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