martedì 17 ottobre 2017
CACTUS
Esistono piante che, per motivi diversi, vengono dissotterrate dal loro habitat naturale e trasferite altrove.
In questo altrove non tutte le piante riescono ad adattarsi o a dare gli stessi frutti, pur vivendo insieme a loro simili che sono però autocotne.
Queste mancanza di radicalità territoriale, può nuocere alla sopravvivenza delle stesse, almeno che non sono così forti da imporre le loro radici.
Chi forte non è , per sopravvivere deve adattarsi e mutuarsi.
Adoperando quasi una mutazione genetica adatta per vivere in quei territori.
Piante che prime erano fiorite , fruttuose, per lo scarso nutriente naturale che non riescono a procurarsi devono fare di necessità virtù.
Alcune di esse diventano piante grasse.
Piante per il di cui nutrimento , poco occorre.
Mantengono comunque una loro bellezza, pur se cangiata in altro modo.
Una di queste è divenuta un Cactus, ahimè pieno di spine.
Bella a guardarla da lontano, ammirarla forse, ma allo scorgersi delle spine ci si allontana.
Spine che non si sono create per difendersi e isolarsi ma , semplicemente il convivere con questa nuova natura , le ha fatto sorgere.
Per cui queste piante che nel loro habitat natio, erano nutrite , curate , genitrici di frutti e di fiori, ora sono diventate vegetali sterili.
Il cui unico frutto , come per il cactus, sono quelle spine.
Spine che sono come dei fiori , dei frutti, ma per molti sono fastidio e pericolo.
Ecco cosa è il mutarsi in un cactus per sopravvivere in un mondo che non ti ha generato , ma che ti ospita , condannandoti, se vuoi sopravvivere, al poco nutrimento e all’assenza di contatto dagli altri.
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