mercoledì 4 ottobre 2017

LA MEMORIA DEL CORPO

Sin da quando ero piccolo ero vittima di mio fratello, ero sempre sotto ricatto.
Volendo io stare con lui e non lui stare con me , aveva il potere decisionale, pena il ricatto.
Se facevo qualcosa che non gli andava bene o fosse contro le sue regole, mi escludeva dai giochi, che erano effettivamente di sua proprietà
Oppure anche se erano di entrambi, dovendo giocare in due per poter dare inizio al gioco, la mia proprietà era una proprietà senza valore.
Come un socio in minoranza , di una società fatta di sole due persone.
Tutto questo meccanismo è durato fino ad un giorno, che non dimenticherò.
Avevo avuto in regalo da lui un Walkman, devo riconoscere che era anche generoso con me.
Walkman che usavo per andare a correre.
Ormai mi avvicinavo alla maggiore età o l’avevo già raggiunta , non ricordo.
Quel giorno mi preparai per andare a correre e come ultima cosa aprii il cassetto per prendermi il walkman, ma nel cassetto non c’era.
Mentre cercavo, per capire dove lo avessi messo per errore, ritorna a casa lui.
Il walkman lo aveva preso lui.
Senza neanche chiedermelo lo aveva fatto suo , senza preoccuparsi che magari potesse servirmi.
Contestandogli questo, lui rispose che il walkman me lo aveva regalato lui, per cui poteva prenderlo quando voleva , senza il dovere di chiedermi nessun permesso.
La mia reazione fu immediata.
Presi il walkman e glielo gettai, dicendogli di tenerselo, non me ne fregava più nulla di averlo e, andai a correre senza.
In quell’occasione uscii definitivamente dal mio ruolo di vittima , a cui ero stato costretto fin dall’infanzia e lo sguardo di mio fratello mi fece capire che lo aveva inteso bene anche lui, restando senza parole.
Ieri sera è capitata una situazione analoga, con mia moglie da cui sono separato, dove l’oggetto del contendere non era un walkman ma mia  figlia.
Situazione dove in passato sarei andato in escandescenza , per la rabbia creatasi.
Allora è emersa la memoria del corpo di quel ricatto ricevuto in tanti anni della mia infanzia , a cui non ho voluto più sottostare.
In più come se la vita mi stesse preparando a questo evento, ho avuto l’opportunità di conoscere e dialogare con nuove persone questo fine settimana , con cui si è parlato  di queste cose e di come affrontarle, anche se ad un livello più generale.
E come se non bastasse mi è venuta in aiuto , allenandomi e preparandomi ad affrontare l’evento, organizzato a mia insaputa, Elizabeth Strout che, nel suo libro, nelle ultime pagine che ho finito di leggere ieri sera rincasando, scriveva , senza accusare nessuno, ma facendo capire quali sono le conseguenze di una azione e quanto possano essere dolorose.
Nel suo caso , per la protagonista del suo libro, le figlie rifiutano di stare con lei , la loro madre, perché aveva deciso di lasciare il loro padre.
Per cui mettendo insieme tutto il materiale a disposizione della mia memoria, ho deciso di non arrabbiarmi per nulla.
Anche se fa molto male sapere che tua figlia in ordine di priorità preferisce stare con altri anziché con te.
Ma questo non impedisce al mio cuore di piangere.
Ma permette al  mio cuore di comprendere che se ciò avviene è frutto di scelte fatte in passato.
Se poi , oggi , a scegliere è tua figlia , non serve arrabbiarti, fa parte del conto che la vita ti ha messo in conto e tu da persona onesta che sei , lo devi pagare fino all’ultimo centesimo.
Ma una cosa è certa, come per mio fratello , la vita non sarà più la stessa.
Non ci saranno più litigi o arrabbiature , si vivrà il qui ed ora, senza aspettarsi nulla di più.

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