martedì 31 ottobre 2017

SPECCHIO DI CARTA E INCHIOSTRO

Esistono due tipologie di specchio.
Quello classico, fatto di vetro , che ti permette di verificare i tuoi estetismi.
Quello che riflette il tuo animo , il tuo essere, che permette di vedere la tua anima che diversamente , distrattamente , non te ne accorgeresti, ne capiresti il perché di tuoi comportamenti e azioni.
Nel caso in particolare è uno specchio fatto di carta e inchiostro, un libro , in cui leggendo brani scritti da un altro, scopri che parlano di te.
Quando accade questo vuol dire che si è acceso in te un ascolto interiore, a cui non puoi fare orecchie da mercante, perché ti urla così forte che, risulta impossibile essere inascoltato.
E’ il frutto di una tua consapevolezza , di quello che sei , di quello che ti ha fatto diventare ciò che sei.
Il bello di questo specchio è che non lo cerchi ne sai di poterlo trovare ma, scorrendo le righe ti trovi di fronte a un tuo te stesso a cui prima non sapevi dare giustificazione ne risposta.
Oppure ti eri già risposto ma pensavi fossero pensieri paranoici e non condivisibili con altri.
Questo specchiarsi è qualcosa di meraviglioso ma anche straziante.
E’ un dialogo in cui non ti puoi giustificare, non puoi cercare di difenderti.
Perché non è qualcuno che ti dice quello che sei.
Sei tu che leggi quello che sei e capisci di essere.
Nel bene e nel male.    
Sicuramente leggere di te fa bene , ti fa conoscere, chiarisce il tuo agire, ti permette di riflettere per il prossimo futuro di vita.
Ma è come aprire una ferita che tu nascondi , non ricordavi più di avere o non sapevi di avere.
Fa molto male.
Ma la via della guarigione passa sempre dal dolore.
Le ferite soprattutto, se rimarginate ma, non risolte, rischiano col tempo di riaprirsi e farti ancora più male.
Allora tanto vale , a questo punto, farsene carico , disinfettarle , sanandole perché ciò non accada più.
Sembra facile a dirsi , ma ci vuole coraggio.
Il coraggio che deve avere una persona che legge libri, sapendo che prima o poi , l’inchiostro parlerà di te e ti chiederà il conto.
Conto che dovrai pagare di tasca tua.
Perché non è un caffè che un amico può offrirti al bar.
Anche se il gusto di quella verità letta è come un caffè bevuto al bar, ma senza zucchero, amaro.

Nessun commento:

Posta un commento