giovedì 14 febbraio 2019

LA CANTERA

Una società sana è progredita, si distingue dalle altre, nella sua attenzione verso il futuro.
Queste società investono sui giovani, sulla formazione.
Preparano le future classe dirigenti.
Consce che i giovani sono portatori di nuove idee oltre che di entusiasmo.
Queste società sono quelle destinate ad evolvere, a distanziarsi dalle altre.
Sono società aperte al nuovo, consapevoli del mondo che cambia.
Società che si preparano al futuro che avverrà.
Alcune di queste creano delle strutture fin dalla prima infanzia, per crescere i dirigenti del futuro.
Similmente alle squadre di calcio, tipo Barcellona, hanno la loro cantera.
Preferiscono coltivare, crescere e far maturare nel proprio territorio, piuttosto che doversi affidarsi al mercato in cerca di talenti.
Il paese in cui vivo, purtroppo non investe sui giovani, ne svilisce il loro potenziale, costringendoli ad emigrare dove quel potenziale è riconosciuto.
Ben poche realtà, all’interno del nostro paese, sono così moderne ed avanzate.
Una di queste, da sempre attenta allo sviluppo della modernità, è la Camorra.
Da sempre, nella sua attività delinquenziale, ha abbinato una enorme capacità imprenditoriale.
Io, senza volerlo, da piccolo, mi son trovato ad osservare questi meccanismi, queste evoluzioni, vivendo in una città che è, purtroppo, il regno di questa società delinquenziale.
Mi sono sempre chiesto come mai, dei delinquenti, hanno sempre avuto un occhio attento verso il progresso, rispetto a chi di mestiere dovrebbe essere deputato a farlo, per creare una società migliore.
Oggi apprendo che anche la Camorra ha creato la sua cantera.
Una formazione alla delinquenza, per ben preparare i delinquenti di domani, affinché il dominio sul territorio non venga mai perso.
Formandoli, successivamente, in nuovi territori, mandandoli anche a fare esperienza lontano da casa, per imparare a delinquere in zone in cui è più facile farlo.
Una assurda e triste consapevolezza che, chi in quella città non è cresciuto, non può avere né può capire.
Ma presto, ahimè, ci troveremo ad aver a che fare con questi ragazzi della cantera napoletana.
Mi toccherà emigrare ancor di più, come fatto tanto tempo fa, per starne lontano, oppure dovrò arrendermi alla triste realtà.

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