domenica 3 febbraio 2019

RISPECCHIARSI

Chissà se è vero che le scelte che fai hanno un motivo di essere. Una ragione che neanche tu conosci, ma che ti si rivela vivendo la scelta fatta. Ieri è stata la scelta di un film, scelta che è stata dettata più dall’opportunità nel fare prima altre cose e dalla curiosità di vederlo senza averlo potuto vedere prima per diversi motivi. Un film che dopo essere iniziato, si rivelava noioso, non tanto per la storia, ma forse perché mi aspettavo una diversa narrazione, oppure mi ha confuso la contestualizzazione dei luoghi in cui era svolto e che non sapevo. Poi è arrivata la frase che ha cambiato tutto, che ha dato il senso al tutto, il rispecchiarsi. “Credo che DIO si sia sbagliato con me, dandomi il talento di dipingere per persone che non sono ancora nate”. Sembrava una frase uscita dalla mia bocca. Non che io mi ritenga un talento, come lo è invece stato Van Gogh. Ma io ho questa sensazione, di vivere in una era sbagliata. Di essere in anticipo rispetto al futuro. Per cui è impossibile comprendermi, affidarsi a me. Come se tutto quello che io faccia, agli occhi degli altri non può essere compreso, perché lontano dal normale vivere. Lontano da quello che fanno la maggior parte delle persone. Io con il mio agire, confondo, perché faccio tanto. Ho tantissimi interessi che in realtà hanno una unica comune denominazione che ad altri non è possibile o non interessa cercare. In tutte le cose che faccio c’è sempre l’ascolto. Atto che accomuna tutto ciò che intraprendo. Dal cucinare, dal fare dolci, dallo scrivere, dal leggere, dall’imparare a praticare Shiatsu, a vedere film, fare teatro e così via. Tantissime cose agli occhi degli altri. Ma in un mondo in cui nessuno ascolta nessuno, chi fa del suo atto principale l’ascolto, è destinato a fallire, ad essere escluso, da tutto e da tutti. Non è pessimismo, è un dato di fatto con cui fare i conti. E, Van Gogh, lo insegna con il suo vivere, escluso dal mondo in cui era vissuto, per poi essere celebrato e ambìto nel mondo in cui non ha potuto nascere. Il fascino di venire al mondo con un destino che tu non conosci, non comprendi, ma LUI, DIO, sa perché l’ha fatto. Nulla è stato invano. Anche se purtroppo è stato vissuto con sofferenza e dolore per poi germogliare i suoi frutti, quando l’anima è nell’aldilà. Permettendo agli altri di comprendere quella grandezza e farne tesoro per una vita migliore.

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