E’ uno di quei momenti della mia vita che definirli NO , sarebbe ottimistico.
Sono momenti in cui non sai più cosa fare oppure smetti completamente di fare.
Sono momenti che come dicono in Spagna “Se vuelve loco”.
Sono momenti che ti senti più abbandonato di una discarica abusiva.
Sono momenti che ti senti più isolato di un deserto.
Sono momenti in cui nessun miraggio si palesa , anche solo per illuderti.
Sono quei momenti li, insomma.
Sono quei momenti in cui per ricaricarti e scrollarti questo peso di inquietudine di dosso , dovresti avere la forza di dedicarti alle cose che più ti piacciono e che più ami.
Me le cose che più amo , o si fanno da soli , ed è meglio limitarle essendo già solo di mio.
Oppure sono cose in cui occorre un’altra persona , per cui sono impossibilitato a dedicarmici.
Tra queste lo Shiatsu.
Ma se lo Shiatsu non puoi praticarlo, ne puoi fare ricerca e studio, mi direbbero i miei insegnanti.
Dedicare il tempo ad acquisire , o ristudiare , concetti utili per la pratica e per dare fondamento della sua efficacia ad altri che verso lo Shiatsu sono scettici.
Così ho fatto.
Ovviamente non è che ho pensato di fare così, ma è accaduto che facessi così.
Stamane prima di uscire di casa ho deciso di mettere nello zaino il libro di Masunaga.
Non so perché ma il corpo mi diceva di farlo.
Quando ad ora di pranzo è venuto il momento della pausa lettura l’ho preso con me , insieme all’altro libro, indeciso ancora su cosa leggere.
In questo periodo sono molto sfiduciato dallo Shiatsu ma, quel libro mi chiamava, come un tronco a cui un naufrago si aggrappa per stare a galla.
Così l’ho aperto.
E da buon Shiatsuka, ho adottato l’atteggiamento del principiante.
Non ho saltato a piè pari ciò che già dovrei sapere , anzi ho iniziato a leggere dall’inizio.
Convinto che ci fossero presenti cose che in letture precedenti , data la mia inesperienza, non ne avevo colto la profondità.
Forse perché noi occidentali siamo abituati che il meglio di un libro è nel mezzo o verso la fine.
Ma questo oltre ad essere un libro Giapponese , parla di Shiatsu e nello Shiatsu nulla è più importante di altro.
Che sia all’inizio , nel mezzo o alla fine tutto è importante.
Proprio come quando si fa un trattamento.
E’ importante il contatto , la preparazione , la valutazione , il lavoro e la conclusione.
Ho appreso cose di una profondità e essenzialità che hanno riempito il mio vuoto per un po’, come se avessi ricevuto un trattamento tonificante.
Cose che avevo già letto ma, alla stregua di chi guarda un quadro una prima volta, cogliendo le cose più evidenti, riguardandolo con occhi più preparati o meno impreparati , coglie quelle sfumature che sono l’essenzialità di quel quadro, cose che prima non avevi notato e non potevi notare.
Tutto questo è accaduto proprio perché non è accaduto altro , perché è uno di quei momenti della mia vita.
Ma grazie a questi momenti della mia vita, ho potuto far mio ciò che diversamente avrei lasciato li dandolo per scontato.
Accade ciò che occorre.
Nessun commento:
Posta un commento