martedì 17 gennaio 2017

MORIRE PER VIVERE

In un film di Mel Brooks un personaggio invidia una persona morta perché colpita da un infarto durante il sonno , perché sostiene che così non ti accorgi di nulla.
Ma Mel Brooks, forse avendolo vissuto o documentatosi, in una scena successiva, fa capire che così non è.
Chi muore di infarto durante il sonno purtroppo se ne accorge, soffre e non può far nulla che, abbandonarsi e accettare la morte che è venuta a chiedere il conto.
Stanotte mi è capitato qualcosa di simile .
Mentre sognavo, di improvviso non riuscivo a respirare.
Qualcosa me lo impediva, procurandomi l’irreparabile.
Sono riuscito a svegliarmi , reagendo a quella situazione di impedimento.
Qualcosa in gola mi impediva la normale respirazione.
Tosse con catarro in gola , tremendo.
E’ stato paralizzante.
Avevo timore di riaddormentarmi.
Mi sono addormentato e risvegliato più volte.
Ho cambiato lato , cercando quello meno scomodo per la respirazione.
Ho provato a bere.
Erano le 4:48 .
C’era ancora tempo per dormire.
Non mi toccava che riaddormentarmi e sperare di svegliarmi.
Al risveglio però lo spavento e lo stordimento ha fatto pian piano strada a qualcosa di nuovo.
Ha fatto strada alla vita che arrivava fuori dalla porta, qualunque essa sarebbe stata.
Il passare dalla morte alla vita ti resetta e ti ridà adrenalina.
Non so per quanto.
Ma la sensazione adrenalinica c’è.
A volte occorre morire per vivere.  
Sinceramente avrei evitato questa esperienza, che pur avendo un lato positivo, non è stata per niente bella.
Ammesso che sia stato solo spavento , senza nessun danno visibile procurato.

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